Il siciliano Faro ed il piemontese Gattinara, nel tasting della rassegna siciliana MEdoc, hanno mostrato in nove vini punte qualitative di grande registro, tra similitudini e differenze.

MEdoc, l’evento organizzato da AIS Sicilia dedicato ai vini delle 3 Doc messinesi, Faro, Mamertino e Malvasia delle Lipari, si è svolto sabato 16 e domenica 17 marzo nel capoluogo siciliano con un grande successo di pubblico sia nel talk introduttivo, nelle masterclass ed anche nei banchi d’ assaggio delle 30 aziende partecipanti.

Insieme a Mauro Carosso, Presidente AIS Piemonte e responsabile nazionale della didattica AIS, ho avuto il piacere di condurre l’interessantissima masterclass che a messo ha confronto in blind tasting la messinese Doc Faro e la piemontese DOCG Gattinara.

La Sicilia terra vocata da millenni alla vigna, ha territori unici e particolari come quello della DOC Faro che si estende nel territorio messinese da Giampilieri Marina a Capo Peloro per 32 km nella fascia jonica e da Capo Peloro a Ortoliuzzo per 24 km nella fascia tirrenica.
Questa DOC, per i suoi numeri, 25 ettari vitati per circa 40.000 bottiglie prodotte, si può definire certamente di nicchia e riesce a donare vini davvero identitari.

L’esposizione verso il mare delle uve Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio ed altre di compendio, Nocera, Nero d’Avola, Gaglioppo e Sangiovese, caratterizzano la denominazione, i venti che spirano dallo stretto le proteggono dall’eccessiva umidità, e i terreni di tipo alluvionale a medio impasto argilloso completano il terroir.

Le vigne della DOC Faro

Il particolare nome “Faro” pare derivi dall’antica popolazione greca dei Pharii che sulle colline messinesi si dedicarono alla coltivazione delle vigne, altri sostengono che prenda il nome da Punta Faro o Capo Peloro che si trova proprio alla punta dello stretto.
Antichissima la tradizione vitivinicola del luogo, il vino Faro era prodotto già in età Micenea nel XIV secolo a.C., la produzione ebbe un considerevolmente aumento nel XIX secolo, i vini da taglio viaggiavano in direzione Francia e Nord Italia a seguito dell’epidemia fillosserica che aveva distrutto le vigne europee, così in provincia di Messina a metà dell’800 la superficie vitata era di 18mila ettari e nel 1895 raggiunsero i 40mila, con 500mila ettolitri prodotti.

Doc dal 1976, il Faro rinasce con grande qualità negli anni ’90, sotto la spinta di Luigi Veronelli e grazie all’intuizione dell’architetto Salvatore Graci dell’Azienda Agricola Palari. Oggi i numeri parlano di 800 ettari vitati, il suo Consorzio di Tutela è guidato da Enza La Fauci ed un manipolo di produttori donano vini grandissimo interesse.

I vigneti di Gattinara DOCG

Gattinara è una piccola città in provincia di Vercelli che dà il nome alla DOCG nel territorio dell’Alto Piemonte, ai piedi del Monte Rosa, con un terroir esclusivo che dà vita a vini da Nebbiolo ricchi di grande eleganza e complessità.
Il microclima è ideale per la viticoltura, la posizione delle colline orienta i vigneti con esposizione da Sud Est a Sud Ovest, alle spalle vi è l’imponente catena montuosa delle Alpi, un importante barriera che li protegge dai venti freddi che spirano da Nord, consentendo solo una leggera brezza.

Tra i 250 e 400mt. s.l.m. il suolo di origine vulcanica è fondamentale per le caratteristiche dei vini di questo comprensorio, i residui vulcanici sono formati principalmente da silice, magnesio, porfido, ferro e granito, il suolo è fortemente acido, ha un terreno sottile, povero di humus e un sottosuolo affiorante di pura roccia (caldera fill) di colore bruno, tutti elementi che caratterizzano il bicchiere con freschezza, finezza e ottima sapidità. Il vino può essere composto da Nebbiolo (Spanna) dal 90 al 100%, Vespolina (max 4%) e Uva rara (Bonarda di Gattinara), insieme max 10%.

Il Gattinara è un vino di antiche origini, i vigneti furono impiantati dai romani nel II secolo a.C., qualche secolo dopo, nel 1518, il cardinale Mercurino Arborio, marchese di Gattinara e Cancelliere di Carlo V, lo presentò alla Corte del Re di Spagna, facendolo conoscere alla nobiltà europea. Il Gattinara è uno dei disciplinari più antichi d’Italia, ottiene la DOC nel 1967 e diventa DOCG nel 1990.

La masterclass, un momento della descrizione dei territori

Il Blind tasting ha visto in sequenza 9 vini:

Vigneti Verzera Gypsos Faro Doc 2021
A 200 mt. s.l.m. della costa tirrenica nasce da un vigneto terrazzato di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Nocera e Nero d’Avola, dopo pressatura soffice e fermentazione a t. controllata  25° C, affina 12 mesi in acciaio, 6 mesi in due tipologie di tonneau da 500 l, una in rovere francese media tostatura ed una gran riserva. Vivido e fresco al naso ed in bocca, sprigiona piccoli frutti rossi, ciliegie, intensità balsamica e spezie. Dal sorso teso e pieno è di bella persistenza aromatica intensa. Godibilissimo

Travaglini Gattinara DOCG 2020
La storica cantina Travaglini vinifica le uve nebbiolo in vasche di acciaio a temperatura controllata per 10-15 giorni, affina il vino oltre 2 anni in botti di Rovere di Slavonia e in bottiglia per 3 mesi. Delizioso naso con floreale di viola, fruttato di amarena e ribes, sentori speziati e vegetali. In bocca pieno e avvolgente, con tannini mai sopra le righe, ricordi dii frutto e spezie con finale persistente. Una gran bella sicurezza.

Tenuta Enza La Fauci Oblì Faro DOC 2020
Nasce da vigne sulla costa tirrenica, il vino è composto per il 60% da Nerello Mascalese e 40% da Nerello Cappuccio, Nocera e Nero D’Avola, vinificate singolarmente con macerazione sulle bucce di circa 10 giorni, è affinato 18 mesi in barriques di rovere di secondo passaggio. Ha ventaglio aromatico poliedrico, fruttato di marasca e ciliegia, note vegetali, cioccolato e spezie balsamiche. Al sorso mostra vitalità dell’asse acido-tannico e piacevoli ritorni nel bel finale.

Mauro Franchino Gattinara DOCG 2019
Il Gattinara di Franchino viene prodotto in esigue quantità dalle uve Nebbiolo in una piccola cantina nel centro del comune di Gattinara ricavata all’interno di un antico edificio, fermenta in vasche di cemento, dove sosta per circa 12 mesi, e matura lentamente per almeno 36 mesi in grandi botti di rovere da 25 ettolitri. Ha naso coinvolgente, fiori rossi macerati, ciliegia, prugna, pepe rosa, rabarbaro, con sensazioni finali di tostatura. Assaggio di pienezza, sapido, con tannino in evidenza, progredisce in un lungo equilibrato finale.

Ciccolo I Due Pini Faro DOC 2019
Da un vigneto di circa un ettaro sul lato Jonico, circondato da una pineta secolare che si affaccia sullo Stretto di Messina, 60% Nerello Mascalese, 20% Nerello Cappuccio, 10% Nocera e 10% di Sangiovese. Dopo la fermentazione è affinato 12 mesi in barriques di rovere di secondo e terzo passaggio. Offre intense sensazioni di marasche e frutti di bosco, tabacco, pepe nero e pregevoli note di cannella. L’entrata in bocca è succosa e gradevole, il nerbo acido è ben presente, dal bel tannino espresso ha finale di lunghezza.

Bonfiglio Piano Cuturi Faro DOC 2018
Deriva da 45% di Nerello Mascalese, 30% di Nerello Cappuccio, 10% di Nocera,10% Nero d’Avola, 5% Sangiovese, dopo pressatura soffice, fermentazione a t. controllata, affina 18 mesi in barriques di rovere francese. Effonde sentori floreali di rosa e viola, frutta rossa macerata e spezie. Al palato dal corpo snello, evidenzia buona freschezza, tannino integrato, è elegante e piacevole nei ritorni frutto-sapidi retro-olfattivi.

Conterno/Nervi Gattinara DOCG Vigna Molsino 2018
Nasce nella Tenuta Nervi, che oggi è controllata da Conterno, celebre marchio del vino delle Langhe, i vigneti si estendono per 27 ettari. Il Nebbiolo del cru Molsino si trova fra i 350 e i 420 mt. s.l.m., fermenta in tini di rovere e in vasche di cemento, il vino affina 48 mesi in botti grandi di rovere, per poi essere trasferito in vasche di cemento per 6 mesi. Entusiasmante sin dal naso per la sua eleganza, un susseguirsi di fiori secchi, piccoli frutti di bosco a bacca rossa, note di erbe officinali, cannella e cenni balsamici. Assaggio pieno e appagante, per equilibrio, tannino integrato e lunghissimo finale.

Fine tasting, i saluti finali

Cantina Delsignore Gattinara DOCG Il Putto 2017
La cantina Delsignore produce vino nel solco della storia e della tradizione iniziata da Attilio Delsignore dopo la seconda guerra mondiale.
Ottenuto dalle uve Nebbiolo del cru Il Putto, dopo pressatura soffice e la fermentazione a t. controllata, è affinato 30 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia. Naso sfaccettato tra agrumi, ribes, more sotto spirito, liquirizia, fiori appassiti. In bocca dalla piacevole bevibilità, è succoso, speziato, setoso nella tessitura, dalla lunga chiusura sapida e mentolata,

Agricola Palari Palari Faro Doc 2016
Le vigne ad alberello di 80 anni dell’architetto Salvatore Geraci a Santo Stefano Briga sulla costa Jonica, crescono sul terreno sabbioso fino a 600 metri d’altitudine, con pendenze fino al 70 per cento. E’ composto da Nerello Mascalese 50%, Nerello Cappuccio 30%, Nocera 10% e altri vitigni 10%, dopo la fermentazione con macerazione di 10 giorni, il vino affina 18 mesi in barriques nuove di Tronçais e Allier e 18 mesi in bottiglia. L’impatto olfattivo è un complesso insieme di mora, amarena e prugna sotto spirito, pepe nero, liquirizia, caffè, e suadente vaniglia. Al palato è setoso, dagli eleganti tannini, dal nerbo acido e sapido che completano il lungo sorso.

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