Categorie: Recensione

Il Perricone e la sua nuova traccia: gli assaggi (e i punteggi) di Sicilia En Primeur 2022

Il Perricone è oggi un vitigno dal destino fortunato. Seppur elegante, essendo una varietà che ha rese basse, ha vissuto un periodo in cui è stato poco coltivato a vantaggio dei vitigni atti a divenire poi vini da taglio.

Ebbe un momento d’oro al termine dell’800 entrando nella composizione del Marsala Rubino poiché dava eleganza e profumi, afferendo la giusta dose di tannino per l’invecchiamento. Poi la fillossera. Da qui il lento declino che porta la varietà da 34 mila ettari ai poco più 300 di oggi, circa lo 0,3% del totale regionale.

Il rilancio reale inizia alcuni anni fa, quando si cominciano a recuperare alcuni vitigni reliquia e il Perricone genera nuova personalità alla viticoltura siciliana. Difficile da coltivare, ha produttività medio-bassa e maturazione tardiva. È sufficiente anche una piccola imprevedibilità di clima per comprometterne il suo stato fito-sanitario. Di contro è resistente alla siccità e alle infezioni fungine.

il professor Attilio Scienza

Recenti studi genetici del professor Attilio Scienza hanno dimostrato come il Perricone si sia sviluppato da uve aromatiche originarie dal Mediterraneo orientale, portate dai Greci fino in Calabria. Da qui si incrocia probabilmente col Gaglioppo, da cui ha sicuramente ereditato la spiccata matrice tannica.

Coltivato prettamente tra Trapani e Palermo, può chiamarsi anche Tuccarino, Guarnaccio o Pignatello. Quest’ultima accezione deriva dalle pignatiddare, le terre rosse alluminose del Trapanese, impiegate per la fabbricazione delle pignatte da cucina.

Inserito nei disciplinari delle Doc Contea di Sclafani, Delia Nivolelli, Eloro, Monreale e Marsala, oggi la mission dei suoi coltivatori è portarlo all’attenzione del pubblico valorizzando i terroir che lo ospitano, al fine di scongiurare l’estinzione di una varietà che valorizza la vera identità dell’areale occidentale della Sicilia.

Gli assaggi di Sicilia en Primeur 2022, l’appuntamento annuale di Assovini Sicilia, quest’anno di scena a nella splendida Erice medievale, hanno sottolineato matrici coloranti leggermente più scariche e messo in luce una snellezza elegante che apporta essenzialità e ottima fruibilità di beva. Fino a qualche anno fa forse ai più sarebbe risultato impensabile abbinarlo ad una tagliata di tonno rosso o con cipolla in agrodolce. Oggi, invece, è curiosa ed intrigante realtà per molti.

Cantine Fina 2021 (Tp)
Naso di iris, fragola, ribes rosso, ciliegia dolce e deliziose erbe aromatiche. Il tannino scalpita e corrobora una spiccata tensione acida. Chiude fresco e lungo. Dissetante. 89/100

Castellucci Miano 2020 (Pa)
Colore carico, ma non impenetrabile. Olfatto di spezie, chiodi di garofano, ginepro, tabacco, liquirizia e frutti rossi giovani. Il sorso è fresco, pieno, balsamico e avvolgente. Tannino scalpitante e chiusura lunga. Appagante. 90/100

Fondo Antico “Per Te” 2020 (Tp)
Rubino non intenso. Frutta rossa fresca, sensazioni boschive, selvatiche, spezie dolci, ginepro cuoio. Il tannino domo gli dona un sorso dinamico, fresco. Perfetta corrispondenza naso-bocca. Delizioso. 89/100

Tasca d’Almerita Tenuta Regaleali “Guarnaccio” 2020 (Pa)
Rubino pieno con tonalità porporine. Intrigante con le sue note speziate e balsamiche. Erbe officinali e sensazioni di sottobosco fortificano la frutta rossa croccante. Il sorso è fresco e armonioso. Scivola su una mai stancante trama tannica presente e vivace. Finale lunghissimo con fresca scia frutto-sapida. Distinto. 92/100

Feudo Disisa “Granmassenti” 2018 (Pa)
Colore intenso. Mirtilli, amarene e rosa rossa appassita. Spezie nere come pepe, liquirizia e chiodo di garofano. Bocca lodevole. Ingresso intenso e ampio. Avvolge con frutto e spezie che si replicano elegantemente al gusto. Un tannino carezzevole addolcisce la forte struttura. Piacevole conferma. 91/100

Assuli “Furioso” 2018 (Tp)
Rubino carico con riflessi violacei. I 12 mesi di botte grande e i 12 di bottiglia generano note di violetta, marasca, china e grafite, oltre a gradevoli sensazioni mentolate. Un tannino dolce ne ammorbidisce la beva e lo rende piacevole. Lunga scia fruttata. Divertente. 90/100

Firriato “Ribeca” 2016 (Tp)
Rubino intenso. I 12 mesi di barrique e i 20 di bottiglia si sentono tutti. Note balsamiche di eucaliptolo si aggiungono a quelle di frutta rossa zuccherosa e fiori secchi. Ancora liquirizia, ginepro e chiodi di garofano. Boisé e biscotto in chiusura olfattiva. Ha tannino fine ed elegante che ammorbidisce la struttura importante. Energia di frutto amplificata da forte nota pseudocalorica. Vino gastronomico. 90/100

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