Credit Photo: © Abadía Retuerta (Spagna)

Puntare su fonti rinnovabili, integrarsi perfettamente con il territorio e acquisire nuove tecniche costruttive sono tutti i principi che oggi sei cantine hanno deciso di mettere in pratica, secondo quello che può essere definito un modo di progettare sostenibile.

Poiché gli effetti del cambiamento climatico diventano un pericolo sempre più evidente tanto da rappresentare anche una minaccia esistenziale per la futura produzione di vino, molti produttori edi tutto il mondo sono desiderosi di progettare e realizzare cantine e vini sempre più green.

Secondo una ricerca condotta da Sustainable Wine Growing Alliance questa decisione da parte di numerosi imprenditori vitivinicoli risulta la più idonea e vincente visto che quasi la metà dell’impronta di carbonio di un vino proviene dalla produzione e dal confezionamento del vino.

Tante sono le aziende che hanno deciso di approcciarsi a un sistema di coltivazione e produzione green, una scelta che si riflette anche nel cambiamento strutturale della cantina proprio come le azioni concrete intraprese dalle seguenti imprese vitivinicole.

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Chateaux des Graviers (Bordeaux)

Chateaux des Graviers si trova a Clos Dufourg a Bordeaux (Arsac, Gironde). Christophe Landry è tornato in Arsac a metà degli anni ’90 per prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia, diventandone la quinta generazione al timone. Château des Graviers comprende 14 ettari di vigneti all’interno di un terroir unico circondato da foreste e brulicante di fauna selvatica dove Christophe ha piantato cinque varietà tra cui carmenère, malbec e petit verdot e costruito una cantina all’avanguardia ed ecologica.

Chateaux des Graviers, Christophe Landry

La cantina è realizzata in parte con 600 balle di paglia acquistate da un agricoltore a circa 25 miglia dalla cantina, utilizzata anche per creare un materiale da costruzione per pareti a basse emissioni di carbonio. Sono state adoperate anche pietre, sabbia e argilla di provenienza locale. Per il legno invece, sono stati impiegati pezzi di legno di quercia che il bottaio di fiducia non poteva usare. Materiali di provenienza locale ideali anche per fornire un’ottima temperatura ed isolamento interno.

Maison Palmer & Co a Bezannes (Francia)

La Maison Palmer & Co nasce nel 1948 e fin da subito incarna lo spirito d’eccellenza della Champagne. È solidamente impiantata su 415 ettari di vigneti, distribuiti su una quarantina di cru di cui oltre 200 ettari classificati come Grands e Premiers Crus nella Montagna di Reims, territorio storico che porta le radici dei primi vigneti di Champagne.

Maison Palmer & Co (esterno)

Il concept della Maison è quello di produrre nel massimo rispetto dell’ambiente e preservare l’integrità delle uve, due principi fondamentali che si concretizzano in azioni sostenibili che vanno dalla nutrizione del terreno e della vite, alla manutenzione del terreno alla protezione del vigneto e alla gestione dei rifiuti. Anche l’esterno della Maison è stata costruita con materiali tutti sostenibili come le piastrelle provenienti da fornitori locali al posto della plastica, prodotta dal petrolio. 

Remy Wines (Oregon)

Remy Wines è un’azienda vinicola della Willamette Valley fondata nel 2006 dall’enologo Remy Drabkin. Remy Wines produce varietà dell’Italia settentrionale coltivate nel nord-ovest del Pacifico come Nebbiolo, Sangiovese, Dolcetto e Lagreine oltre a uve della Willamette Valley.

Remy Wines

Nell’estate del 2022, Remy Wines aprì una nuova struttura vinicola di 5.000 piedi quadrati adiacente alla sala di degustazione della fattoria costruita con una formula di cemento a emissioni zero che porta il suo nome: la formula Drabkin-Mead. Remy Wines sarà la prima azienda vinicola commerciale costruita con un mix di cemento, che è stato reso open source per consentire ad altre aziende orientate alla sostenibilità di costruire con questo materiale che mitiga il carbonio. La formula carbon-neutral sostituisce il biochar con una sostanza ricavata da rifiuti organici carbonizzati (inclusi letame e trucioli di legno), al pigmento nero e alla sabbia non ecologici che si trovano comunemente nel cemento.

Cantina Endrizzi (Trentino – Alto Adige)

Endrizzi (forma dialettale di Endrici) è il nome storico della cantina a San Michele all’Adige, al confine con l’Alto Adige/Südtirol. Si tratta una delle prime cantine ecosostenibili del Trentino-Alto Adige che ha optato per un approccio sano e pulito all’agricoltura oltre a costruire una nuova ala basata sui principi dell’ecosostenibilità.

Cantina Endrizzi (Trentino Alto-Adige)

Quando è arrivato il momento di un restyling nel 2000, l’amministratore delegato Paolo Endici e il socio amministratore Christine Endrici hanno deciso di farlo pensando alla sostenibilità. La grande novità riguarda l’installazione di un tetto erboso sulla nuova porzione di cantina per isolarla naturalmente e il posizionamento di 86 pannelli solari che coprono la stragrande maggioranza dell’energia della cantina. 

Cantine Ferrari (Trento)

La sostenibilità fa parte da sempre del DNA di Ferrari Trento, fatto di rispetto verso le persone, verso la natura, la tutela dell’ambiente naturale e la solida crescita economica. Ferrari Trento ha raggiunto in questi anni un nuovo traguardo nel percorso verso la sostenibilità infatti, sono riusciti a rendere pari a zero l’impatto climatico delle emissioni dirette dell’azienda. Un successo importante coronato con l’acquisizione della certificazione Carbon Neutrality scope 1, 2 e parzialmente 3.

Cantine Ferrari (Trento)

Oggi un altro obiettivo è quello di sfruttare l’energia solare attraverso la costruzione (in atto) di una nuova struttura annessa a quella esistente, realizzata con un’alta efficienza energetica.

“È adiacente alla nostra attuale cantina e la stiamo costruendo sotto terra per eliminare i magazzini esterni e ridurre il consumo di energia attraverso i trasporti, e poiché è sotterranea, ciò ridurrà naturalmente anche il consumo di energia durante la produzione afferma Camilla Lunelli, responsabile delle comunicazioni e sostenibilità in Ferrari-.Le facciate degli edifici sono isolate dai raggi del sole che lo mantengono fresco durante l’estate ma permette al calore di penetrare all’interno durante l’inverno.”

Abadía Retuerta (Spagna)

Aziende vinicole come Abadía Retuerta a Valladolid non utilizzano solo l’energia del sole per alimentare le loro operazioni, ma anche la gravità

Abadía Retuerta (Spagna)

Costruita nel 1996, “il piano era sempre quello di creare un’azienda vinicola sostenibileafferma l’amministratore delegato Enrique Valero così abbiamo deciso di costruirla sottoterra per mantenere basse le temperature, utilizzando un sistema a gravità che non richiedeva pompe elettriche ma pannelli solari in modo che un terzo dell’energia utilizzata sia pulita.”

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