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Vitigno Pallagrello la vera storia del primo spumante

Il Pallagrello è un’uva che è stata riscoperta tra la fine degli anni ’90 del Novecento e gli inizi degli anni 2000 da cui si reputava non si potesse ricavare spumante in quanto mancante d’acidità.

Il primo a confutare questa tesi all’età di 23 anni, nel 2014, è stato Giovanni Piccirillo di Masseria Piccirillo, un enologo che sin dalla più tenera età è stato attratto dal mondo della viticoltura. Infatti, all’età di soli 14 anni lascia il suo paese natio, Caiazzo in provincia di Caserta, e si reca ad Avellino dove ha frequentato per sei anni (normale durata all’epoca) l’Istituto Tecnico Agrario per poi diplomarsi ed iniziare a seguire Viticoltura ed Enologia della Federico II.

È proprio durante la sua tesi di Viticoltura ed Enologia che si trova davanti una scelta alquanto importante: decidere se farla elaborativa o sperimentale, egli opta per la sperimentale ed inizia a discutere con il professore Luigi Moio se si potesse produrre un metodo classico da uve Pallagrello.

Fu così che il professore Moio e Giovanni Piccirillo iniziarono a studiare le uve di Pallagrello; insieme scoprirono che il Pallagrello era perfetto per produrre lo spumante metodo classico, anticipandone la raccolta. Iniziarono così a produrre lo spumante partendo dall’allevamento a pergola situata vicino la casa di Giovanni Piccirillo, la prima bottiglia fu stappata nel 2014 per festeggiare l’avvenuta tesi di laurea.

Nel 2015 Masseria Piccirillo mette in commercio le prime bottiglie di Pallagrello metodo classico e le chiama “Prima Gioia” in onore della prima gioia di Giovanni Piccirillo come enologo. Gli studi fatti sul “Prima Gioia” non sono più cessati da allora in Masseria Piccirillo. Ad esempio, quest’anno inizierà una nuova sperimentazione in cui parte del vino lo si farà affinare in legno.

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Andremo ora a degustare il Masseria Piccirillo Vino Spumante di Qualità Metodo Classico Prima Gioia Millesimato Pas Dosè 2022. Esso dà un significativo termine di inizio per le nuove annate di produzione dopo dieci vendemmie di sperimentazioni per questo vitigno, in quanto non esisteva una codificazione per questa tipologia di prodotto. Si ha con questo prodotto una spumantizzazione del Pallagrello più cosciente e di maggiore precisione, che raggiunge con questo millesimo i 24 mesi sui lieviti prima della sboccatura.

Livrea brillante, di precisione sensoriale e progettazione certosina, questo vino spumante di qualità Millesimato mostra nell’annata 2022 una complessità di pochi eletti. La macchia mediterranea è il suo core tra i sentori di tiglio, calendula, timo selvatico, menta, foglie di mirto, pepe rosa e muschio bianco si fondono egregiamente tra di loro dando vita ad una matrice profonda ed emozionante.

Una bollicina che si comporta nel bicchiere da grande bianco, più la si lascia respirare e più si amplia la sua complessità, che non risulta mai aggressiva.

Olfatto che sfuma in una focaccia al rosmarino, alla mandorla amara in piccoli cenni di frutta a guscio e in sbuffi iodati. In bocca è pieno, dove la bollicina sottilissima entra in punta di piedi nel sorso ed un finale di incredibile linearità con la parte olfattiva, profondo e di splendida forma slanciata. Facilmente abbinabile ad una focaccia con prosciutto di maialino nero casertano o con il sushi.

Per maggiori informazioni: Masseria Piccirillo

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