L’annuncio della sede del 2026 del Concours Mondial, l’Armenia, e’ stata annunciata durante la terza giornata di lavoro del Concorso.
Il 10 giugno e’ iniziato il CMB, che per la seconda volta torna in Cina, nella suggestiva città di Yinchuan, nel cuore della regione del Ningxia. Per tre giorni consecutivi, 375 esperti degustatori di 56 nazionalità diverse degusteranno alla cieca ben 7.165 vini di 69 Paesi diversi.
E’ dunque l’Armenia il paese prescelto per la nuova edizione della sezione piu’ importante del Concours Mondial “Bianchi e Rossi”, si svolgerà a Erevan, dal 21 al 23 maggio 2026. Questo evento rappresenta un momento storico per l’Armenia, che per la prima volta ospiterà il Concours Mondial de Bruxelles, aprendo le porte alla comunità vinicola internazionale.

La viticoltura in Armenia è una delle attività vitivinicole più antiche del mondo. In particolare, la cantina di Areni-1, la più antica cantina vinicola conosciuta, è stata scoperta proprio nella regione di Areni in Armenia, ancora oggi rinomata per la produzione di vini e per i suoi vitigni autoctoni.
Durante la tradizionale cerimonia di passaggio del testimone, alla presenza delle delegazioni armene e della città di Yinchuan, il presidente del Concours Mondial de Bruxelles, Baudouin Havaux, ha espresso il suo entusiasmo nel portare il prestigioso concorso in Armenia:
“L’Armenia, con la sua tradizione vinicola millenaria, offre un’esperienza unica e autentica ai nostri giudici e ospiti internazionali. Il suo legame con il vino è profondo e radicato. Siamo entusiasti di far conoscere al mondo la sua ricca storia, le sue vivaci varietà autoctone e un settore vitivinicolo moderno e dinamico.”
Zaruhi Muradyan, direttrice esecutiva della Vine and Wine Foundation of Armenia,ha sottolineato l’importanza di questo traguardo per il comparto vinicolo del Paese:
“Ospitare la Sessione Vini Rossi e Bianchi del Concours Mondial de Bruxelles non è soltanto un grande onore per l’Armenia, ma anche un’occasione strategica di straordinaria rilevanza. In un momento in cui il nostro Paese vive una vera e propria rinascita enologica, questa opportunità ci consente di mostrare al mondo la ricchezza della nostra tradizione millenaria, la peculiarità dei nostri terroir e l’unicità delle nostre uve autoctone. È un passo decisivo per affermare il posto dell’Armenia non solo come terra naturalmente vocata al vino, ma anche come protagonista dinamica e innovativa sulla scena enologica internazionale.”


