Per quattro giorni Palazzo Isolani, Piazza Santo Stefano e il centro storico di Bologna si sono trasformati in un percorso dedicato al vino, ai distillati e alla cultura enogastronomica contemporanea in occasione della quarta edizione di Bologna Wine Week.
Dal 15 al 18 maggio, la manifestazione ha animato la città con degustazioni, masterclass, incontri ed eventi rivolti ad appassionati, professionisti e wine lovers, confermando Bologna come uno dei punti di riferimento emergenti nel panorama enogastronomico italiano.
Cuore pulsante dell’edizione 2026 è stato Palazzo Isolani, storica cornice nel centro della città, trasformata per l’occasione in luogo di incontro tra produttori, operatori del settore e pubblico: “siamo soddisfatti di questa edizione della Bologna Wine Week, la risposta del pubblico e dei produttori conferma che questa manifestazione piace a Bologna e al territorio – racconta l’organizzatore dell’evento Gian Marco Gabarello – Bologna si sta affermando sempre più come punto di riferimento nel panorama enogastronomico italiano ed il nostro obiettivo è continuare su questa strada, ampliando le collaborazioni e valorizzando sempre di più il territorio e i suoi protagonisti”.
Un format diffuso che ha unito vino, gastronomia, distillati, convivialità e territorio, coinvolgendo non solo gli spazi dell’evento ma anche il tessuto cittadino. Protagoniste della quarta edizione sono state diverse cantine provenienti da varie regioni italiane, insieme a distillerie, consorzi e realtà gastronomiche che hanno dato vita a un racconto collettivo fatto di degustazioni, incontri e nuove connessioni: “il vino deve tornare ad essere popolare, meno tecnicismi e più sostanza. È importante riportarlo alla sua dimensione più autentica, fatta di condivisione, territorio e persone, senza eccessive sovrastrutture – sottolinea Gabarello – in questo senso Bologna sta vivendo un percorso significativo e si sta affermando sempre più come città del vino, capace di unire qualità, cultura e apertura verso un pubblico sempre più ampio”.
Durante tutta la settimana, Bologna Wine Week si è estesa oltre la sede principale, coinvolgendo il tessuto cittadino con degustazioni guidate e momenti di approfondimento che hanno visto protagonisti locali del centro, selezionati e inseriti in Ban Ban, la nuova guida bolognese e partner ufficiale della manifestazione, nata per raccontare luoghi, esperienze e protagonisti del territorio, creando un dialogo continuo tra evento, città e comunità.
Le cantine partecipanti sono state: Aquila del Torre (Friuli-Venezia Giulia), Ascesa (Lombardia), Astoria (Veneto), Bersi Serlini Franciacorta (Lombardia), Botti (Emilia-Romagna), Cantina Casa Scalecci (Sicilia), Cantina della Volta (Emilia-Romagna), Cantina Marramiero (Abruzzo), Conti di Buscareto (Marche), Corte Saibante (Veneto), Dobuje (Slovenia), Faraone Vini (Abruzzo), Fattoria Moretto (Emilia-Romagna), L’Acero (Toscana), La Battagliola (Emilia-Romagna), La Guardiense (Campania), La Piotta (Lombardia), Le Nobilune (Veneto), Losi Vigne Migranti (Sicilia), Malabaila di Canale (Piemonte), Mo.Ka (Lombardia), Montevecchio Isolani (Emilia-Romagna), Nativ (Campania), Pavò Franciacorta (Lombardia), Pasquale Pelissero (Piemonte), Russo & Longo (Calabria), Sartarelli Azienda Agricola (Marche), Tenuta di Angoris (Friuli-Venezia Giulia), Tenuta Frontelago (Lombardia), Tenuta Galvana Superiore (Emilia-Romagna), Tenuta Roletto (Piemonte), Tenuta del Paguro (Emilia-Romagna), Tenute D’Italia (Emilia-Romagna), Terre Rosse Vallania (Emilia-Romagna), Tomisa (Emilia-Romagna), Torre Ca’ Bianca (Emilia-Romagna), Toscani (Toscana), Valdo Spumanti (Veneto), viabizzunoagricola (Emilia-Romagna).


