ARCA – Associazione Regionale del Catarratto Autentico, è stata presentata con la conferenza stampa che si è svolta a Palermo presso la Bioserra del Vivaio Regionale “Federico Paulsen” .
ARCA nasce dall’unione di sei aziende familiari – Bagliesi, Caruso & Minini, Castellucci Miano, Di Bella, Feudo Disisa e Tenute Lombardo – con un obiettivo preciso: restituire centralità e dignità al Catarratto attraverso un patto produttivo, culturale e territoriale. Un’alleanza fondata su valori comuni: autenticità, sostenibilità, riconoscibilità, intergenerazionalità.
Durante l’incontro è stato inoltre presentato ufficialmente “Il Decalogo di ARCA”, un manifesto deontologico in dieci punti che sancisce i principi fondativi dell’associazione: dalla valorizzazione della biodiversità del vitigno alla viticoltura di collina e prossimità, dalla sostenibilità integrale alla pluralità stilistica, fino alla responsabilità collettiva verso il futuro dell’enologia siciliana.
Un atto di chiarezza, trasparenza e coraggio, rivolto ai consumatori, ai produttori e alle istituzioni. Un documento che intende offrire una guida autorevole per chi vuole coltivare, vinificare e raccontare il Catarratto secondo principi condivisi e non negoziabili.

ARCA è un laboratorio di futuro. Oggi, il Catarratto Autentico non è più soltanto un vitigno: è una narrazione collettiva,
un orizzonte agricolo ed etico, una possibilità concreta per la Sicilia di farsi riconoscere nel mondo attraverso la propria verità.
Il Presidente di ARCA, Sebastiano Di Bella, ha affidato alla stampa e ai presenti una dichiarazione d’intenti chiara e profonda: “ARCA non è soltanto un progetto produttivo: è un atto di responsabilità generazionale. Significa rimettere la terra al centro, creare valore condiviso, educare al tempo lungo. È un nuovo modello di comunità agricola che guarda avanti senza dimenticare da dove viene. Il Catarratto è la nostra verità. Questo è il nostro patto con il futuro.”
Il momento clou della giornata è stata la masterclasscondotta da Pietro Russo, Master of Wine siciliano, che ha guidato una degustazione tecnica dei sei Catarratto rappresentativi delle aziende aderenti. Un percorso enologico che ha dimostrato la straordinaria versatilità del vitigno: vini fermi, spumanti, riserve, orange wine. Ogni etichetta ha raccontato un territorio, una storia, un’identità.
Russo ha sottolineato l’importanza della coerenza stilistica e della visione plurale: “Il Catarratto ha tutte le carte in regola per essere un vino europeo contemporaneo, con anima mediterranea”.
Tra le voci autorevoli del settore non è mancato Tonino Guzzo, tra i più stimati enologi siciliani, che ha offerto una riflessione densa e appassionata: “Il Catarratto è una lavagna su cui ogni territorio può scrivere la propria lezione. La sua capacità di adattarsi ai suoli, ai venti, alle altitudini, lo rende uno dei vitigni più duttili al mondo. Ma questa duttilità va letta con rispetto e sensibilità. ARCA è un cambio di passo: non più vino generico, ma vino di paesaggio.”
Altresì importante è stata la partecipazione del Commissario Straordinario dell’IRVO, Avv. Giusy Mistretta, che ha manifestato pieno apprezzamento per l’approccio tecnico-scientifico dell’iniziativa, riconoscendo l’importanza strategica di un’identità varietale solida e riconoscibile nel panorama enologico regionale.


