All’assemblea generale Federvini sono stati presentati alcuni dati elaborati che indicano la grande importanza per l’economia italiana del mercato di vini, spiriti e aceti che valgono oltre 20 miliardi di euro di fatturato.

Vini, Spiriti e Aceti italiani valgono oltre 20 miliardi di euro di fatturato e rappresentano il 21% dell’export complessivo Food & Beverage italiano. Ha preso avvio da questa fotografia, illustrata da Nomisma, l’Assemblea Generale di Federvini svoltasi il 7 giugno a Roma e che ha ospitato gli interventi dei Ministri dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, degli Esteri Antonio Tajani, delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso e del Presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas.

Nel corso dell’Assemblea sono state presentati e diffusi i dati emersi dalle ricerche dell’Osservatorio Federvini in collaborazione con Nomisma TradeLab.

Andamento dell’export

Cresce nel 2022 rispetto all’anno precedente l’export di vino italiano nel mondo, con le eccezioni di Germania e Cina. Tra i mercati più ricettivi quello britannico (+46,5%) e giapponese (+25%). Record delle esportazioni di spiriti nazionali che lo scorso anno hanno prodotto un fatturato di 1.650 milioni di euro, +25% sul 2021.

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Mercato del fuori casa

In uno scenario in cui la ripresa economica italiana rallenta, il segmento del fuori casa spinge la crescita del beverage, rispetto alla grande distribuzione organizzata in cui calano gli acquisti delle famiglie italiane.
Il mercato complessivo del fuori casa nel 2022 si chiude a 93 miliardi di Euro facendo meglio di un 2019 a quota 85 miliardi. Il giro d’affari dell’on trade nel 2022, pertanto, è cresciuto del 33%, con un raddoppio nel primo trimestre dell’anno rispetto al trimestre 2021 in cui vigevano le restrizioni per il Covid. La categoria con le migliori performance in percentuale è quella degli spiriti lisci (+88%), seguiti da cocktail alcolici (+32%), poi amari e dopo pasto (+24%)vino (+24%) e bollicine (21%).

Tra pranzi, cene, aperitivi in locali (diurni e notturni), sono state 1,47 miliardi le consumazioni di vini e spiriti in Italia nel 2022, in aumento del 28% sul 2021. Circa 800 milioni sono relative a vini (40%) e spumanti (15%). La performance più significativa per il vino si registra in occasione dell’aperitivo serale ma i maggior contributi alla crescita arrivano da pranzo e cena in ristoranti di fascia medio-alta.

Da un punto di vista geografico, la crescita del consumo di cocktail e amari è concentrata al nord e al centro, per gli spiriti lisci il contributo più rilevante arriva dal sud e dalle isole, mentre vino e bollicine incontrano l’apprezzamento dei consumatori in modo più o meno omogeneo su tutte le aree.

Per quanto riguarda il momento dell’aperitivo, lo spritz si conferma anche quest’anno il drink più amato dagli italiani. A renderlo così amato in Italia è la semplicità con la quale lo si può preparare, anche in casa, con pochi ingredienti e senza troppe complicazioni. Lo spritz nelle sue differenti preparazioni conquista il 44% degli italiani, seguito dal gin tonic.


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