Il mondo della birra è un serbatoio inesauribile di sorprese, grazie alle diverse culture con cui è venuta a contatto e alla creatività dei mastri birrai di tutto il mondo che continuano a sperimentare e dare vita ad un’infinità di prodotti davvero originali.

La creatività dei mastri birrai di tutto il mondo è riuscita a farsi strada grazie a quella che viene chiamata “craft beer revolution” ovvero, una scuola di pensiero nata pochi decenni fa che sta spingendo un numero sempre maggiore di piccoli birrifici di tutto il mondo a creare nuove birre utilizzando ingredienti locali o innovativi, continuando a sperimentare e a dare vita ad un’infinità di prodotti.

Un movimento che ha dato origine ad innumerevoli birre originali, fuori dagli schemi, da quella con i testicoli di toro a quella prodotta utilizzando escrementi d’oca per affumicare il malto. Un altro esempio degno di noto è sicuramente la birra alle more di gelso dell’italiano Birrificio di Como nata con l’intento di rendere omaggio al gelso, una pianta molto conosciuta per i suoi prelibati frutti e per la simbiotica storia che lo lega al baco da seta, di cui il territorio lombardo.

Fino ad arrivare alla produzione di una birra davvero insolita premiata a Parigi come riproposizione più originale al mondo dell’antica bevanda, riuscendo a superare anche tutte le altre tipologie di alcolici essendo il concorso aperto anche ai vini e ai distillati più inusuali.

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La premiazione si è tenuta nel corso del Sial, la fiera parigina svoltasi per la prima volta nel 1964 e dedicata al settore della trasformazione alimentare: a trionfare è stata la birra OliBa Green, prodotta con estratto di olio di oliva in Spagna, a Bajo Aragon. La sua ricetta unica include ingredienti di prima qualità, tra cui sette varietà di olive autoctone dei Pirenei che gli conferiscono un sapore e un aroma caratteristici. Realizzata con malto Pilsner di alta qualità e luppoli cechi come Saaz in grado di conferire un gusto sorprendente e avvolgente. Senza conservanti, zuccheri, additivi o coloranti artificiali e soprattutto senza glutine.

Dalla nota dei degustatori si legge: «Si tratta di una bevanda dall’intenso color verde smeraldo ma che presenta tutte le caratteristiche delle tradizionali pilsner, a partire dall’abbondante schiuma: nel processo produttivo, l’estratto di oliva viene aggiunto nella fase finale, quella della fermentazione, che dura dieci giorni, per esaltarne il gusto e l’aroma. La birra viene poi messa in botte e fatta riposare per due settimane prima di essere imbottigliata. E’ una birra brillante e trasparente, con schiuma cremosa, bianca, persistente ».

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