Ai nastri di partenza, è tutto pronto per la 56esima edizione di Vinitaly, il Salone Internazionale del vino che si terrà a Verona dal 14 al 17 aprile. E sono tante le novità della Cantina Brugnano da condividere con winelovers, operatori del settore Ho.re.ca. e importatori, italiani e internazionali.

L’azienda arricchisce il progetto di rilancio del marchio, iniziato qualche anno fa dai giovanissimi fratelli Francesco e Giuseppe Brugnano, con nuovi vini sempre più coerenti con uno stile fresco e contemporaneo. E, munito di un’inarrestabile ondata di energia ed entusiasmo, lo staff scalda i motori.

“Abbiamo chiuso il 2023 – afferma Francesco Brugnano – con un bilancio positivo e siamo motivati a dare ancora un grande slancio alla nostra idea aziendale. La nostra missione è quella di fare vini di grande qualità, moderni e capaci di andare incontro alle tendenze del mercato, pur mantenendo una forte identità territoriale. Il mercato non può essere ignorato e il mondo del vino ci chiama a grandi sfide; occorre riconoscerle, ascoltare, nel rispetto della propria unicità”. 

Saranno diverse le nuove referenze protagoniste a Verona.  Dopo la prima esperienza di spumantizzazione con il Brut Brugnano Metodo Classico, la cantina di Partinico, in provincia di Palermo, debutterà con lo Spumante Metodo Classico Dosaggio zero, da uve Catarratto e in minima parte Chardonnay (40 mesi sui lieviti). Saranno circa 1.200 bottiglie. Le uve, vendemmia 2020, sono coltivate in contrada Mirto, su un terreno argilloso e calcareo a circa 650 metri di altitudine s.l.m.

Non mancheranno le sorprese. Novità assoluta è infatti Black Hole, un Nerello Mascalese in purezza, coltivato in un vigneto ad un’altitudine di circa 140 metri sul livello del mare in provincia di Trapani. “Black Hole, letteralmente ‘buco nero’, nasce dal desiderio di conoscere il Nerello Mascalese in una chiave espressiva inedita, quella marina e del versante occidentale della Sicilia”, spiega il produttore. Il nome, in un’accezione positiva, fa riferimento al desiderio di andare “oltre”, di esplorare ciò che non si sa, senza pregiudizi.

LEGGI ANCHE: Due nuove etichette per Brugnano: uno Spumante Metodo Classico Dosaggio zero e un Nerello Mascalese in purezza

“Vogliamo che sia un’esperienza per chi lo berrà – prosegue Francesco Brugnano – per chi avrà voglia esplorare, lasciandosi il gusto di scoprire belle sensazioni, come quelle che può offrire il Nerello Mascalese fuori dal suo habitat più abituale. A noi il risultato ci convince: ne viene fuori un’anima più solare del vitignoSe ne produrranno circa 12.000 bottiglie.”

Altro nuovo ingresso in gamma, il Victoria Rosé, un metodo Martinotti, che affianca Taurus Bianco. Victoria Rosè è un blend di Nero d’Avola e altri vitigni a bacca rossa selezionati. Si esprime visivamente con un colore rosa corallo brillante e regala, con note fruttate, la piacevolezza di un vino frizzante perfetto per un aperitivo e per altre occasioni all’insegna della leggerezza.

Nuovo restyling invece per Ammaru, lo Zibibbo Secco che ha sorpreso tutti per la sua piacevolezza, già vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il concorso vinicolo Sud Top Wine di Cronache di Gusto. “Ammaru è un vino che regala la piacevolezza delle atmosfere isolane e marine. Siamo riusciti, insieme al nostro enologo, Angelo Rubino, a dargli un’espressione più identitaria. Pensiamo che sia lo Zibibbo che non ti aspetti, con un residuo zuccherino molto basso. Un bianco piacevole, che non stanca mai. E appaga”. A completare la nuova gamma dei vini, anche Alquimia, un elegante Moscato bianco in purezza coltivato nelle vigne della Doc Alcamo a 300 metri sul livello del mare. Una piccola produzione per un vino dolce, ma non stucchevole, che racchiude in sé stesso tutta la solarità della terra da cui nasce.

Alte le aspettative anche per l’export e per gli incontri con gli importatori. L’azienda si appresta ad un tour negli Usa a fine fiera.

“Brugnano è da considerarsi ancora una start up e questo è stimolante per noi – conclude il produttore – perché siamo un cantiere aperto, finiamo un progetto e proseguiamo con il prossimo, con l’entusiasmo che ci contraddistingue e la voglia di fare bene. Prepariamo altre novità, ma bisognerà attendere. Non possiamo svelare tutto”.

L’Azienda oggi

Francesco e Giuseppe in cantina ci sono cresciuti e la loro nuova mission, scelta di vita, è quella di fare dell’azienda di famiglia un fiore all’occhiello dell’enologia siciliana in Occidente. Ad aiutarli c’è Maurizio Gandolfo, manager e direttore commerciale. Dopo il piano di ristrutturazione aziendale, durante i due anni di pandemia, il 2022 è stato l’anno della ripartenza con obiettivi ambiziosi, con un approccio onesto, che parte dal prodotto e da comunicazione sincera. Il leit motiv resta l’unicità, l’essere se stessi. 

L’azienda si presenta con un’immagine totalmente nuova. Già nel logo un restyling che non tradisce il passato, ma lo proietta nella contemporaneità con fluidità e freschezza; caratteristiche queste ultime, che si riconoscono anche in tutte le etichette dei vini e nel packaging. Oggi l’azienda si estende su circa 90 ettari vitati in terreni collinari su più appezzamenti, a circa 300 – 350 metri di altitudine sul livello del mare nella zona dell’Alcamo Doc, nel trapanese. In mezzo, il cuore della campagna di Partinico e un appezzamento che sfiora i 650 metri di altitudine in contrada Mirto. Le bottiglie in produzione sono circa 200 mila. 

I vini

La gamma dei prodotti è stata totalmente rinnovata. Si mantengono alcune storiche referenze e se ne aggiungono altre, nuove. Ammaru, Zibbo in purezza, Kuè (insolia 75%, Viognier 25%), Lunario, Grillo in purezza, che si presenta con una veste minimale ed elegante. Ormai amatissimo il Perricone “Her”, al calice piacevole, morbido, accattivante e capace di incontrare il gusto dei più giovani. I due vini frizzanti, Metodo Martinotti, Taurus Bianco e Victoria Rosè. Testimoni della tradizione, ma innovati il Naisi (il cui nome nasce da un idioma dialettale tratto dall’inglese ‘very nice’), da uve Nero d’Avola e Cabernet Sauvignon, e il vino più rappresentativo, Honoris Causa, da uve Nero d’Avola e Syrah, di cui si producono solo 2.400 bottiglie. Tra le novità Black Hole, Nerello Mascalese in purezza. I due Spumanti Metodo Classico, Brugnano Brut e il Dosaggio Zero. Ed infine Alquimia, vino dolce da Moscato bianco in purezza. 

© Riproduzione riservata