Le vendite di champagne hanno superato tutti i record nel 2022, spinte da un aumento dei volumi e dal targeting di una clientela facoltosa e soprattutto dal dinamismo dei mercati esteri che ha compensato la flessione di quello francese.

In volume, le vendite di champagne sono aumentate lo scorso anno dell’1,6%, risultati importanti per un mercato che non sempre ha visto periodi di grande sviluppo.

In Champagne però è tempo di cauto ottimismo per il 2023. “Siamo molto soddisfatti dei risultati per il 2022, con un volume di vendita che sarà compreso tra 320 e 330 milioni di bottiglie – precisa Maxime Toubart, Presidente del syndicat général des vignerons de Champagne -. Abbiamo tuttavia alcuni punti di preoccupazione con l’aumento del prezzo delle materie prime secche, l’aumento dei costi di produzione legati alle nostre pratiche ambientali e, naturalmente, l’inflazione e il contesto geopolitico. Dobbiamo stare attenti”.

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Nel complesso si tratta però di un settore che ha visto lo scorso anno aumentare notevolmente le esportazioni del 4,3% mentre sono diminuite le vendite in Francia con 138,4 milioni di bottiglie (-1,7% rispetto al 2021). La quota dell’export sul totale delle vendite supera ormai il 57% rispetto al 45% di dieci anni fa. Il primo mercato di esportazione restano gli Stati Uniti, precisa Maxime Toubart, che ricorda che “ il mercato francese non è estensibile”. La cessazione delle esportazioni verso la Russia non ha avuto alcun impatto, dal momento che si tratta di un piccolo mercato di meno di due milioni di bottiglie ma bisogna comunque rimanere cauti per quest’anno, visto il contesto geopolitico ed economico globale per nulla rassicurante.

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