From Say Cheese! Alessandro Vargiu / Archivio Slow Food

Prende avvio a settembre l’evento organizzato da Slow Food e la Città di Bra più atteso dagli amanti dei formaggi di tutte la varietà: Cheese 2023.

“Slow Food ha scelto 40 anni fa il cibo come potente strumento culturale e politico. Oggi tutto questo è ancora più vero perché il sistema alimentare pone questioni cruciali che dobbiamo affrontare: quella ambientale, il tema dei diritti umani, dell’accessibilità delle risorse, dei flussi migratori. Perché se quasi un miliardo di persone non ha accesso al cibo, allora il cibo è una questione politica” – sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia presentando la 14esima edizione di Cheese, la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo organizzata da Slow Food e Città di Bra con il sostegno della Regione Piemonte che si terrà dal 15 al 18 settembreQUI il programma completo.

Tema della manifestazione è Il sapore dei prati, per sottolineare come dal latte di animali alimentati al pascolo derivino i formaggi migliori, rispettosi dei territori, del benessere animale e della nostra salute. Da oggi sul sito cheese.slowfood.it è possibile trovare i primi appuntamenti in programma e gli espositori che hanno già confermato la propria presenza. Cheese è una manifestazione che attraverso il Mercato dei formaggi con oltre 400 espositori, i Laboratori del Gusto e gli Appuntamenti a Tavola, la Gran Sala dei formaggi e l’Enoteca, ma anche le conferenze e i percorsi sensoriali, parla ai visitatori di tutte le età perché a ognuno è dedicato un format diverso, a partire dalle proprie passioni.

From Say Cheese! Alessandro Vargiu / Archivio Slow Food

LEGGI ANCHE: CheeseItaly, la squadra italiana di formaggi pronta per il World Cheese Awards 2021

“Tutelare un formaggio può fare la differenza tra tenere aperta o chiudere una bottega o un’osteria, continuare ad abitare o abbandonare un villaggio. I paesaggi iconici italiani per cui i viaggiatori vengono da tutto il mondo sono il frutto dell’interazione millenaria tra uomo e ambiente, tra natura e comunità che la vivono. Per questo vogliamo dire che una prospettiva esiste ed è l’agroecologia perché si basa sulla biodiversità, la tutela dei suoli, l’accessibilità alle risorse e al sapere ma anche sul rispetto degli animali, che parte dalla possibilità di nutrirsi al pascolo” conclude Nappini.

L’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa evidenzia: “Come Regione condividiamo la scelta di Slow Food di portare l’attenzione alla salvaguardia dei pascoli e al benessere animale, tema di grande attualità anche per il nostro Piemonte. Parliamo non solo di tutela del territorio rurale montano ma anche di costruire nuovi ecosistemi e ambienti che salvaguardano la biodiversità. La Regione attraverso i fondi del programma di sviluppo rurale ha provveduto in questi anni a sostenere le aziende agricole nella gestione ecosostenibile dei pascoli e nell’allevamento delle razze animali autoctone a rischio di estinzione, sostegni che proseguono con il nuovo sviluppo rurale, fondamentali per la tutela del territorio rurale montano e per garantire la qualità dei prodotti lattiero – caseari piemontesi”.

“A Cheese poniamo l’accento su un nuovo progetto di Slow Food Italia: i prati stabili, definiti così perché, con la loro varietà di erbe – da 20 a più di 100 nei pascoli di alta montagna – sono ecosistemi ricchissimi di biodiversità, oltre a contribuire al contrasto alla crisi climatica, grazie alla loro capacità di stoccare la CO2 nel suolo e nelle radici” sottolinea Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia.

© Riproduzione riservata