La vendemmia 2023 in alcune aree italiane è già iniziata, secondo Coldiretti la produzione nazionale avrà un calo di circa il 14%, con picchi oltre il 50% nel Centro Sud.

Il totale produttivo della vendemmia di quest’anno si dovrebbe attestare intorno ai 43 milioni di ettolitri, rispetto ai 50 milioni del 2022, i problemi più gravi gli attacchi di peronospora ed il maltempo.
Le previsioni di alcuni Presidenti di Consorzi da Sud a Nord dell’Italia.

Antonio Rallo, Presidente del Consorzio Doc Sicilia

“Questa è stata un’annata particolarmente complessa perché, già a partire dallo scorso autunno e inverno, si è lavorato in condizioni climatiche molto particolari che possiamo definire “poco siciliane”. Piogge più frequenti e molto intense hanno coinvolto un contesto ambientale caratterizzato da un clima normalmente molto più secco. Le piogge primaverili ed estive sono state sicuramente utili per costituire riserve idriche nei terreni e nei bacini, una tutela aggiuntiva nella difesa delle piante dal grande caldo delle ultime settimane. La maturazione delle uve è in ritardo di circa una settimana. Il calo della produzione previsto è intorno al 35%, rimaniamo alquanto positivi per il livello qualitativo di quest’annata.”

Vitaliano Maccarico, Presidente del Consorzio Barbera D’asti e Vini del Monferrato

A livello quantitativo, visti gli eventi siccitosi e i temporali grandiniferi, si stima una minima riduzione della quantità di uva. Le prospettive per la vendemmia rimangono buone, con uno stato dell’uva ottimo anche grazie alle piogge dei mesi di maggio e giugno, che hanno tutelato le vigne dal seguente caldo estivo. Ad oggi possiamo dire che con queste temperature, inizieremo durante l’ultima settimana di agosto con la vendemmia di uve a bacca bianca per poi passare alla raccolta di uve rosse verso la metà del mese di settembre. Un ottimo risultato che possiamo confermare arrivi anche dall’oculato e corretto approccio delle nostre aziende dal punto di vista dei trattamenti fitosanitari. Un grande lavoro che ha permesso di bloccare l’instaurarsi delle malattie fungine.”

Stefano Quaggio, Direttore del Consorzio Vini Venezia

“L’andamento del meteo stagionale ha sicuramente messo a dura prova i territori tutelati dal Consorzio Vini Venezia, dapprima sottoponendoli a intensi stress idrici e, successivamente a piogge copiose intervallate da giornate di sole e caldo anomalo.“Inoltre, eventi atmosferici estremi quali forti venti e grandinate hanno messo a dura prova gli appezzamenti. Il clima umido dovuto alle frequenti piogge ha favorito, inoltre, la diffusione di patogeni, in particolare la Peronospora. Tuttavia, grazie alla gestione accurata dei produttori l’annata non sembra aver subito conseguenze dal punto di vista qualitativo. Per quanto riguarda il periodo della raccolta, per le varietà precoci come il pinot grigio, è previsto a partire dalla terza decade di agosto.”

Raffaele Librandi, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Cirò e Melissa

La situazione generale è stata finora molto complicata” dichiara Raffaele Librandi, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Cirò e Melissa “le piogge eccezionali di maggio e giugno hanno causato l’esplosione delle fitopatie, prevalentemente della peronospora. I danni sono stati importanti in alcuni vigneti, mentre in altri il diffondersi della malattia è stato meglio gestito. Le piogge costanti però hanno reso difficili gli interventi in vigna e la quantità delle uve si è compromessa già da questo periodo dell’anno. Nella seconda metà di luglio ci preoccupava l’eventualità del diffondersi di ulteriori malattie, quali lo oidio della vite. Le temperature eccezionali però hanno fermato il diffondersi di tali fitopatie. Fortunatamente il caldo non è stato tale da causare il collasso delle piante che hanno retto le alte temperature piuttosto bene. Dalla fine del mese di luglio le temperature sono tornate su valori stagionali nella norma.”

© Riproduzione riservata