L’estate senza fine minaccia i raccolti, con la siccità che ha provocato danni all’agricoltura italiana per un valore che supera i 6 miliardi di euro dall’inizio dell’anno. Un dato che ci invita a riflettere sulla grave condizione climatica degli ultimi anni.

Le alte temperature di questi ultimi mesi continuano a minacciare i raccolti nazionali con la siccità che ha provocato danni all’agricoltura nazionale per un valore che supera già i 6 miliardi di euro dall’inizio dell’anno, pari al 10% della produzione totale. E’ quanto afferma la Coldiretti per l’arrivo della novembrata con il caldo, che interesserà soprattutto il Centro-Sud, dopo un mese di ottobre che ha fatto registrare in Italia un temperatura media superiore di 2,04 gradi rispetto alla media storica, in linea con il dato medio europeo rilevato da Copernicus (+2 gradi)

Si tratta – sottolinea la Coldiretti del mese di ottobre piu’ caldo mai registrato nel nord Italia mentre a livello nazionale si classifica al secondo posto dopo il 2001 secondo Isac Cnr che evidenzia una punta di ben +3,08 gradi al nord mentre nel centro Italia l’anomalia è stata di +1,62 gradi e al sud di +1,36 gradi.

LEGGI ANCHE: Coldiretti Sicilia, Ferreri: Sfida è comunicare Italia come primo produttore di valore del vino

Le piante sono fiorite fuori stagione da Nord a Sud del Paese, queste sono pericolose perché – spiega la Coldiretti – sono sensibili al successivo abbassamento delle temperature con la conseguente diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni. Ma nelle campagne gli effetti si fanno sentire anche – precisa la Coldiretti – per i parassiti che sono rimasti attivi con le temperature miti e attaccano più facilmente le colture ancora in campo, come avviene peraltro nelle città dopo sono ancora diffuse zanzare e mosche. Senza dimenticare che senza pioggia – continua la Coldiretti – sono a rischio le semine autunnali del grano e degli altri cereali mei terreni aridi.

La tendenza al surriscaldamento è dunque evidente in Italia dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio non solo, il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che continua a manifestarsi con una più elevata frequenza di eventi violenti.

“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli– ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – promuovendo l’uso razionale dell’acqua, l’innovazione tecnologica per la riduzione dell’impatto ambientale, l’economia circolare con la produzione di energie rinnovabili come biogas e biometano e lo sviluppo del fotovoltaico sui tetti senza consumo di terra fertile”.

© Riproduzione riservata