Nei primi anni ’90 Firriato sviluppa un grande progetto sull’Etna, Cavanera, 78 ettari dislocati su 12 contrade tra Randazzo e Castiglione di Sicilia.

L’azienda siciliana Firriato in totale abbraccia 470 ettari di un collage territoriale che spazia dagli zero metri sul livello del mare di Favignana fino alle altitudini dei versanti Nord e Nord-Est dell’Etna. Con un’agricoltura interamente bio è tra le cinque cantine più certificate al mondo e portatrice virtuosa della sostenibilità ambientale, una green attitude che trova albori nel 2012.

Nel 2019, poi, la certificazione d’essere la prima azienda Carbon Neutral, annullando l’immissione dei gas serra nell’ambiente quasi per intero per la propria produzione.

Le prime bottiglie a Cavanera nascono nel 1994 per valorizzare il terroir etneo e le varietà autoctone di Carricante e Nerello Mascalese, quest’ultimo considerato una vera fortuna averlo, poiché genera pluralità di vini tra rossi, rosati, bianchi e spumanti grazie alle sue peculiarità di avere come risorse carica aromatica, tannino e acidità. Ad oggi l’azienda è il più grande produttore di spumanti Etna Doc.

Gaudensius Etna Doc Blanc de Noir

Nel 2009 nasce Gaudensius Blanc de Noir, interamente da Nerello, che sosta 32 mesi sui lieviti. Un’ottima acidità maschera una grande struttura. Verticale, composito, al naso sbuffa di agrumi, fragoline, croissant e bacca di ginepro, mentre al gusto dà gradevoli sensazioni di arancia, di ribes rosso e chiude lungo con un finale sapido e delicatamente ammandorlato.

Ma la novità è il debutto del Gaudensius Pas Dosé presentato al Vinitaly di aprile scorso. Prodotto in appena 6 mila bottiglie in Contrada Verzella a Castiglione a 650 metri d’altezza, da Nerello Mascalese, sosta 48 mesi sui lieviti, anche se l’annata non è rivendicata in etichetta. Frequenti coupe de poignée ne garantiscono la complessità olfattiva. Qui la freschezza regna indisturbata. Bollicine finissime ti trasportano al naso dolci sensazioni floreali, buccia d’arancia, lime, fragolina, con note fragranti di pane, anacardi, burro d’arachidi, piccola pasticceria. Il dosaggio zero afferisce al sorso un ottimo volume di struttura, di austerità e al contempo di eleganza. Chiude persistente con elegante scia frutto-sapida.

Gaudensius Blanc de Blancs

Altri due i Metodo Classico che chiudono il poker delle bolle Etna Doc. Gaudensius Blanc de Blancs e Gaudensius Rosé.
Il primo lineare, efficiente, che valorizza la verticalità del Carricante. Il mesopedoclima la fa da padrone e la selezione del vigneto diventa basilare. Le piante sono in Contrada Invischi a 550 metri sul livello del mare su terreni intrisi d’argilla che preserva dall’ossidazione. Ben 36 i mesi di sosta sui lieviti.
Qui si “gioca” con le cuvée per andare ad afferire particolare struttura al prodotto. L’acidità rilevante ha il compito di dare pulizia e lunghezza al sorso. Corredo aromatico di tiglio, mandorla e miele. Ha grande finezza negli aromi varietali dell’uva che valorizzano la tipicità etnea. Delicato ed elegante nella sua chiusura lunga.

Gaudensius Etna Doc Rosé

Infine il Rosé, interamente da Nerello, che sosta 24 mesi. Il colore tenue e scarico è dato esclusivamente dalla pressatura e non dal contatto. Melagrana, ribes rosso, lamponi fragoline e arance sanguinelle le punzecchianti sensazioni del naso. Al sorso questo Nerello diventa divertente e si distingue per una golosa cremosità che ritempra l’acidità.

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