L’azienda G.Milazzo di Campobello di Licata (Ag) ogni anno, da tanti anni, partecipa a 5 importanti concorsi vinicoli internazionali ed in genere ha il record della cantina più premiata d’Italia e qualche volta addirittura al mondo.

In compenso non la trovate in nessuna guida in quanto, per scelta, non vi manda i vini. Vanta un altro record in Sicilia, nel 1974 nasce il primo spumante metodo classico il Federico II.

Oggi i suoi premiati spumanti sono sette, tutti metodo classico, altro record isolano. Nella realtà gli spumanti sarebbero otto in quanto esiste uno spumante che la cantina fa solo per Pino Cuttaia e per il suo ristorante bistellato La Madia a Licata. Si chiama Vivo ed è uno spumante particolare, senza sboccatura e col tappo corona, con ancora i lieviti all’interno, ma di questo parleremo in un’altra occasione.  

I vigneti di G.Milazzo ne fanno una cantina principalmente in Bianco, si estendono su 100 ha in 4 contrade collinari, terreni diversi dal calcareo all’argilloso, tra i vitigni lo Chardonnay e l’Inzolia Rosa che si prestano alla spumantizzazione quindi i sette spumanti hanno caratteristiche, profumi e gusti diversi in quanto provenienti da cloni diversi da vigne diverse.

La cantina

I vitigni provengono da cloni selezionati e studiati, molti già presenti da tempo in azienda. Tutto coltivato in biologico, tante certificazioni di qualità e di sostenibilità in quanto oltre al rispetto per l’uva c’è quello per l’ambiente da parte dei proprietari Giuseppina Milazzo e il marito Saverio Lo Leggio ora affiancati dal figlio Giuseppe. Non basta la famiglia, la governance, il territorio, le vigne, la cantina, per fare vini di tale successo serve anche una squadra competente ed entusiasta, l’enologo in house è Giuseppe Notarbartolo e della schiera di consulenti nominiamo solo Cesare Ferrari per gli spumanti, visto che parliamo di questi .

Saverio Lo Leggio

Delle 850 mila bottiglie annuali di cui 90 mila metodo classico, mentre in cantina sono 300 mila spumanti tra tirage e affinamento, non potevamo che degustare il suo spumante di riferimento, il Federico II Brut

Il Federico II Brut viene da terreni marno-argillosi-calcarei, da cloni di Chardonnay selezionati allevati a tendone e a Guyot con diversi profili genetici, piante coltivate con l’obiettivo di ottenere dei livelli di acidità nativa ben sviluppati e un corretto contenuto zuccherino, oltre a profili olfattivi e gustativi ben caratterizzati. Viti ultra trentennali, rese basse, vendemmia accurata in cassette che termo-condizionano a 3/5° fino a 48 ore, pressatura delicata a grappoli interi, il primo mosto vinifica in acciaio ed affina in rovere e in acciaio senza fare la malolattica per mantenere un’acidità più spigliata.

Dopo questa prima maturazione le partite sono assemblate costituendo la cuvée per la presa di spuma in cui dopo le operazioni di stabilizzazione e filtrazione, aggiungendo la “liqueur de tirage”, le bottiglie sono poste in catasta in ambiente termo-condizionato ove rimangono minimo 72 mesi a maturare sui lieviti, secondo il millesimo. Quando lo spumante è pronto le bottiglie sono messe in pupitres per il rémuage cui segue il dègorgement o sboccatura in cui si ricolma la bottiglia con la liqueur d’expédition. Dopo il confezionamento il prodotto è conservato in magazzino termo-condizionato.

È lo spumante top, l’unico millesimato, quello che meglio identifica l’azienda, la sua cura e competenza nelle bollicine. Degustiamo il millesimo 2011: nel piccolo calice colore paglierino, fitte e sottili bolle; al naso un cesto di agrumi vari, frutta gialla matura anche candita, poca crosta di pane, un fondo di pasticceria, un mazzetto di erbe aromatiche, colpisce la pulizia, il dettaglio, l’equilibrio che ne scaturiscono e affascinano; al palato una carbonatica sottilissima, di classe, un’acidità presente ma controllata, mineralità vivace ma equilibrata che lo fa sembrare addirittura morbido, un sorso lunghissimo quasi eterno. Una classe ed importanza meritata che lo fanno diventare lo spumante metodo classico delle grandi occasioni. Ha ottenuto dal 2008 ben 20 medaglie Oro.

Sono 13.200 bottiglie che trovate a € 51 in enoteca.

Un metodo classico che non invidiano i migliori champagne, che confermano la professionalità dell’azienda anche per i suoi eccellenti spumanti, il Federico II più complesso, più raffinato, più intenso, più armonico, un fuoriclasse. Da apprezzare in un brindisi, non accompagnato dai dolci, ma specialmente da godere da aperitivi o a tavola abbinandoli praticamente a tutto.

www.milazzovini.com

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