La Romagna dopo i fatti accaduti torna con tanta voglia di promuovere e valorizzare le numerose eccellenze presenti sul territorio e lo fa attraverso l’evento che vedrà coinvolte le numerose aziende vitivinicole con l’Anteprima del Sangiovese.

La percezione di entusiasmo, passione, coraggio e determinazione che coinvolge da sempre le aziende della Romagna, duramente colpite dalle alluvioni, si farà sentire ancora più forte. Tra i fattori che la rendono tangibile, lo studio sempre più approfondito del territorio dal punto di vista geologico, che comporta un aumento di consapevolezza nell’interpretare i vini che ne derivano, a partire dai “Sangiovese Sottozona“, prodotti nelle 16 sottozone, al vertice della piramide qualitativa e valorizzati dal marchio collettivo “Rocche di Romagna”.

Il tutto, grazie alla “regia” del Consorzio Vini di Romagna, che ha annunciato le nuove date di “Vini ad Arte”, l’evento di riferimento per stampa ed operatori nel quale la Romagna del vino si presenta in anteprima, posticipato, a causa dell’emergenza maltempo, dal 17 al 20 luglio, con un ricco programma di visite a vigneti e cantine, tra bellezze naturali, storiche, culturali e gastronomiche, e al Mic-Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Patrimonio Unesco, per svelare le nuove annate dei Romagna Sangiovese Riserva Doc 2020 e Romagna Albana Docg Secco 2022 di oltre 50 produttori.

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Un’occasione per il Consorzio Vini di Romagna, guidato dal neo presidente Roberto Monti (7 cantine cooperative, 103 produttori vinificatori, 5 imbottigliatori, per un totale di 5.200 aziende viticole con vigneti iscritti all’albo della DOCG Albana e delle 5 DOC del territorio, Romagna, Colli d’Imola, Colli di Faenza, Colli Romagna Centrale, Colli di Rimini, e dei quali 6.235 ettari sono coltivati a Sangiovese, per una media di 11 milioni di bottiglie prodotte), per raccontare alla stampa internazionale proprio il marchio “Rocche di Romagna” e i “Sangiovese Sottozona”.

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