Con l’arrivo della primavera, Pellico3, il ristorante fine dining di Park Hyatt Milano, si trasforma in un luogo che celebra la freschezza e la vitalità della nuova stagione.

Guidati dall’Executive Chef Guido Paternollo, gli ospiti sono invitati a un viaggio che solletica i sensi, in un caleidoscopio di gusti ispirati alla generosità della natura primaverile. Le nove portate del menu alla carta catturano per la bellezza, i colori e i sapori di stagione. Il verde brillante degli asparagi, la delicatezza delle zucchine, la dolcezza dei piselli sono solo alcuni dei frutti del momento che arricchiscono le creazioni dello chef. Ma non sono solo le verdure, le protagoniste della proposta. Lo chef Paternollo, in questo menù più che in altri, gioca con le spezie e le erbe aromatiche per aggiungere profondità e complessità ai piatti. L’utilizzo del Ras el Hanout con la sua miscela (è una spezia marocchina), il dragoncello, il curry, il loomi o limone nero, il levistico, la maggiorana, sono alcune delle note aromatiche che impreziosiscono di gusto ogni portata. Sfumature dolci, piccanti, terrose, agrumate, ognuna col suo profilo unico per conferire carattere al piatto.

Tra le novità degli antipasti, l’incontro tra terra e mare nell’Asparago con pistacchio, uova di salmone e bottarga e lo Scampo con animella, levistico, curry e cuore di lattuga fondente. L’esotica fragranza delle spezie trasportano in terre lontane e il cuore di lattuga avvolge ogni boccone con la sua freschezza croccante.

Nei primi piatti, resta il Tortello con ricotta di pecora, ‘nduja melograno, uno tra i più amati dagli ospiti. La novità risiede nell’adattamento alla stagionalità: il melograno cederà il passo alle susine, per mantenere un tocco agrodolce e un contrasto fresco che eleva l’esperienza.

Trai secondi spicca il Rombo marinato al miso, piselli, alghe, cassolette primaverile, cozze e lumachine di mare. I filetti di rombo sono delicatamente marinati in un miso di piselli. Questa preparazione regala al piatto una profondità e complessità uniche: la parte esterna si imbeve di sentori di umami, mentre la parte interna conserva il gusto prelibato del pesce. Da provare il Piccione dattero con cipollotto e dragoncello, e l’Astice blu con carpaccio di zucchine, tapenade di maggiorana delizie non solo per palato ma anche per gli occhi.

Ampia la scelta tra i dolci, che raccontano storie di tradizione e di memorie che si affiancano a proposte contemporanee offrendo una rivisitazione raffinata di sapori familiari e amati, come il Latte e cereali o il Rabarbaro in crosta di zucchero, liquirizia, kefir sommacco.

Infine, l’ospite può godere di un’esperienza culinaria completa optando per il percorso di degustazione, che include cinque portate e un dessert selezionati dalla carta (130€)

Guido Paternollo è uno chef dalla grande tecnica, che serve per rispettare al massimo la natura di ogni ingrediente. Tanto equilibrio e precisione per regalare l’esperienza di una cucina leggibile a tutti, una narrazione rassicurante che attraverso l’uso di ingredienti semplici e noti dà vita a una proposta golosa e ricca di intuizioni.

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Accompagna il menu una carta vini, proposta dall’head Sommelier Lorenzo Alberti, che si concentra in specifico su tre territori: Champagne, Barolo e Brunello di Montalcino. Da qui si estende alla selezione di spumanti, vini bianchi, rossi, da dessert, italiani ed esteri, tutti scelti in base alla regione di provenienza. Una proposta che accoglie cantine di fama mondiale, senza trascurare la ricerca del territorio per valorizzare vitigni autoctoni regionali.

L’esperienza in sala è affidata alla restaurant manager Giusy Chebeir.

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