Un grande evento nel quale vino non è stato semplicemente materia, tecnica, o puro piacere edonistico, è tornato alla sua essenza più profonda: quella di linguaggio universale.
In un periodo storico in cui il mondo sembra orientato a marcare confini e alzare muri, l’Associazione Italiana Sommelier Sicilia, attraverso la spinta visionaria della delegazione di AIS Palermo ha voluto dimostrare come attorno a un tavolo, e soprattutto attorno a un calice è possibile abbattere le barriere del pregiudizio.
Il teatro di questa straordinaria lezione di diplomazia culturale è stata l’imponente Abbazia Benedettina di San Martino delle Scale. Qui, tra le storiche mura monastiche, la figura del sommelier ha travalicato la classica narrazione organolettica per farsi custode di un messaggio ben più ampio: il vino come simbolo etico, di ecologia integrale e di pace.
Ciò che la sommellerie AIS ha saputo costruire a Palermo è stato un vero e proprio laboratorio ecumenico a cielo aperto. Intorno alla stessa tavola si sono sedute le più alte guide spirituali del Mediterraneo: S.E. Mons. Michele Pennisi (Arcivescovo Emerito di Monreale), l’Imam Prof. Nader Akkad (Grande Moschea di Roma) e S.E. Il Metropolita Policarpo (Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia).

Religioni, testi sacri e filosofie diverse hanno trovato una sintesi perfetta grazie al lavoro dell’Associazione Italiana Sommelier, capace di porre al centro della discussione le radici agricole e umane condivise. Dalla vite come dono liturgico per il mondo cattolico, all’armonia cosmica e al misticismo della tradizione ortodossa, fino al concetto di profonda ospitalità e al valore simbolico della vite nella cultura islamica: il dibattito ha mostrato come la cura della “casa comune” e della terra sia un valore che unisce tutti i popoli.
A tradurre questi concetti in una vera e propria esperienza culturale ed emozionale è stato Luigi Salvo, Delegato AIS di Palermo. Con la sensibilità e il rigore analitico che contraddistinguono i professionisti dell’Associazione Italiana Sommelier, Salvo ha guidato la platea in un viaggio nel tempo e nello spazio, mostrando come il vino sia, in fondo, un meraviglioso “testo liquido”.
Attraverso la storia dei monasteri medievali, veri salvatori della viticoltura moderna, e le antiche rotte del Mediterraneo, la masterclass targata AIS ha dimostrato che le contaminazioni tra popoli sono sempre state la vera ricchezza della nostra civiltà.
La degustazione guidata ha poi toccato vette emotive raramente raggiunte in un evento di settore. Affiancato dal Presidente di AIS Sicilia Francesco Baldacchino e supportato dall’inappuntabile ed elegante servizio di sala squadra dei Sommelier AIS, il pubblico (composto da oltre cento persone tra fedeli, studenti, produttori ed appassionati) ha degustato etichette dal valore fortemente simbolico:

- Vini Messali, legati alla purezza della liturgia cattolica;
- Vini Kosher, espressione della rigorosa tradizione ebraica;
- Vini Ortodossi, testimoni del misticismo monastico orientale;
- Selezioni Halal, alcol-free e certificate, simbolo di inclusione e rispetto conviviale.
Nelle mani dei Sommelier AIS, profumi e sapori si sono trasformati in un alfabeto comune. Ogni sorso è diventato uno strumento per azzerare le distanze gerarchiche e sintonizzare la platea sulla stessa frequenza emotiva.
Il grande messaggio che l’Associazione Italiana Sommelier porta a casa da questo incontro palermitano è una riflessione profonda sul lavoro della terra. Non si può fare il vino in tempo di guerra.
La vite ha bisogno di stabilità, di braccia che la curino, di stagioni che si susseguono e soprattutto della pazienza del tempo. Piantare una vigna è il più grande gesto di fiducia nel futuro che l’uomo possa compiere: significa scommettere su un domani di pace.
L’auspicio espresso a gran voce da tutti i partecipanti è che questo format promosso da AIS Sicilia possa diventare un appuntamento fisso. Vedere un Arcivescovo, un Imam e un Metropolita ascoltare la voce della terra guidati dalla professionalità dei Sommelier AIS è la prova concreta che il vino ha ancora tantissimo da raccontare alla nostra società.
Quel calice alzato a San Martino delle Scale non è stato un semplice atto di degustazione tecnica, ma una solenne promessa di fraternità. E in questo viaggio, l’Associazione Italiana Sommelier ha dimostrato ancora una volta di saper guardare ben oltre il margine del bicchiere.


