Alberto Tasca

Alberto Tasca, insieme alla sua squadra, annuncia con orgoglio che Tasca d’Almerita, storica realtà vitivinicola siciliana, è una B Corp certificata, entrando a far parte di un network internazionale di organizzazioni che soddisfano alti standard di performance sociale e ambientale, responsabilità e trasparenza.

Un traguardo che riconosce il grande impegno per lo sviluppo di una viticoltura sostenibile, che si prende cura del pianeta e della comunità. Il raggiungimento della certificazione richiede infatti un processo di misurazione del profilo di sostenibilità di un’azienda da parte di B Lab, al termine del quale, se rispettati gli standard dell’ente, si può diventare B Corp. Il primo passo è quello di misurarsi con il B Impact Assessment (BIA), che fornisce un quadro circa la performance dell’azienda prendendo in considerazione, oltre al business model, cinque macro aree: governance, comunità, persone, ambiente e clienti.

Con questo riconoscimento, Tasca d’Almerita, già Società Benefit, entra ufficialmente a far parte di un movimento globale di aziende impegnate in favore di un’economia inclusiva, equa e rigenerativa.

“Sono molto orgoglioso del risultato ottenuto, che arriva come coronamento di un progetto per uno sviluppo rispettoso dei territori, che da anni portiamo avanti in Sicilia. Il percorso che ci ha condotto a questa certificazione è stato complesso e faticoso perché gli standard sono, giustamente, molto alti e rigorosi. È stato importantissimo per noi conoscere nuovi metodi di lavoro, finalizzati a fare impresa tenendo sempre come obiettivo il Bene Comune, e provare a implementarli – dice Alberto Tasca, ottava generazione della famiglia alla guida di Tasca d’Almerita – Grazie a questo percorso abbiamo ancora più chiare le aree da migliorare e su cui ci concentreremo nel prossimo futuro”.

Regaleali Casale ©ph Luca Santese

La storia di Tasca d’Almerita, iniziata nel 1830 con l’acquisto di 1.200 ettari di terreno nella contrada Regaleali (Palermo) da parte dei fratelli Lucio e Carmelo Mastrogiovanni Tasca d’Almerita e scritta da otto generazioni dalla stessa famiglia, è infatti sempre stata fortemente caratterizzata da un profondo rispetto verso l’ambiente, la terra, le tradizioni e le comunità dei cinque diversi territori della Sicilia in cui l’azienda lavora.

Tra gli elementi chiave che hanno contribuito alla certificazione B Corp c’è senza dubbio SOStain – il protocollo di sostenibilità per la viticoltura siciliana, certificato da un ente terzo indipendente, a cui Tasca ha aderito sin dal 2010. Basato su dieci requisiti minimi di sostenibilità, misurabili e comparabili, il programma ha un principio alla base: l’influenza delle attività agricole va oltre i campi che si coltivano, perché riguarda anche il benessere dei lavoratori, la salute dei consumatori, la valorizzazione del territorio circostante e la conservazione delle risorse naturali.

A custodire il Disciplinare è la Fondazione SOStain Sicilia, che oggi comprende 37 cantine siciliane, tutte impegnate nella crescita sostenibile della Sicilia. Nel corso degli anni, inoltre, la filosofia e l’impegno nella protezione dell’ambiente sono valsi all’azienda l’attribuzione di alcuni riconoscimenti internazionali, come il Green Emblem Award di Robert Parker nel 2019, conferito a sole 3 cantine in Italia e 24 nel mondo, e il premio nella categoria “Cantina europea dell’anno” nell’ambito del 20° Annual Wine Star Awards, assegnato nel 2021 dalla testata americana Wine Enthusiast “in virtù dell’impegno assunto per la viticoltura sostenibile in Sicilia”.

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Nel 2023, con una modifica del proprio Statuto, Tasca d’Almerita è diventata Società Benefit, impegnandosi anche giuridicamente ad affiancare agli obiettivi di profitto le finalità di beneficio comune, con l’obiettivo di mostrare attraverso dati scientifici i progressi ottenuti all’interno della realtà aziendale, ma anche le aree di miglioramento.

Gli elementi chiave del documento sono chiamati “i dieci ingredienti della sostenibilità” e si basano sui requisiti definiti dai programmi SOStain e VIVA. Alcuni dei risultati più significativi dell’ultimo anno sono i seguenti: in termini di protezione della biodiversità, Tasca d’Almerita dedica alla viticoltura il 71% della superficie totale delle Tenute, mentre il 29% è dedicata a pascoli, seminativi, oliveti, boschi, laghi, torrenti e aree non coltivate; i consumi di energia elettrica per litro di vino lavorato si sono mantenuti più bassi rispetto al limite definito dal Disciplinare SOStain; si confermano inoltre il non utilizzo di diserbo chimico, l’impiego di materiali riciclabili ed ecocompatibili in vigneto, l’assenza totale di residui nei vivi, con un contenuto di solfiti inferiore ai limiti previsti dal biologico. Infine, le uve sono coltivate localmente, così come il 50% dei fornitori di materie prime per la produzione del vino è localizzato in Sicilia, così da favorire la comunità locale e ridurre le emissioni causate dai trasporti.

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