VinAci

Un’interessante prima edizione di “VinAci”, la kermesse dedicata all’inaugurazione del Palazzo dei Principi Riggio dal grande valore artistico e storico, in combinazione alla valorizzazione e conoscenza dei vini Etnei e alla loro diffusione sul territorio. Di Enzo Raneri

Si è svolta ad Acicatena un’inusuale manifestazione storico-enogastronomica organizzata dall’amministrazione comunale, retta dalla dinamica sindaco Margherita Ferro, che ha inteso realizzare un collegamento logico, fra la inaugurazione del Palazzo dei Principi Riggio, recentemente sottoposto ad una totale operazione di recupero architettonico, alla tradizione della cultura del vino nella zona di Acicatena, che all’epoca dei Principi Riggio costituiva uno degli assi su cui si basavano in quell’epoca le iniziative latifondiarie della zona.

Dopo una breve proiezione di video sulle opere architettoniche della zona di Aci, è seguito il convegno sulla storia del vino dell’Etna nella zona delle Aci e all’importante ruolo svolto dai Principi Riggio.

I lavori sono stati coordinati dall’Avv Orazio Consolo, della Fondazione Italiana Sommelier Sicilia, che dopo la presentazione, ha passato la parola alla sindaco dott.ssa Margherita Ferro, la quale ha illustrato il percorso con cui si è giunti al recupero e alla messa in uso per la fruizione pubblica del Palazzo, che originariamente disponeva di ben 365 ambienti e che nel passato aveva 12 arazzi, di cui sette sono esposti nelle stanze del quirinale. La dott.sa Ferro ha, inoltre, sottolineato l’antica vocazione verso la coltura della vite, soppiantata nel 900 da quella degli agrumi. Inoltre ha ulteriormente omaggiato i Principi, ricordando che hanno fondato Acitrezza, dove sono seppelliti, costituendo il porto per la partenza delle loro merci, hanno eretto palazzi in diversi punti della zona delle Aci, dei quali oggi si ha traccia ad Aci Bonaccorsi, Aci Sant’Antonio, Aci San Filippo, hanno fondato Catenanuova, nella provincia di Enna.

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È seguito quindi l’intervento del Prof. Antonio Patanè, il quale, dopo avere ricordato di essere l’autore del libro “Oro rosso dell’Etna”, ha sviscerato la storia del periodo del Principi Riggio, ricordando che si ha traccia della esistenza di novanta mila ettari vitati nella zona delle Aci alla fine dell’800, con il più grosso palmento dell’Etna tenuto dalla potente famiglia degli Asmundo (già fondatori della università di Catania, della ferrovia circum-etnea, ec).

Il vitigno prevalente che veniva coltivato era denominato “acitanu”, ma si ha traccia di un centinaio di vitigni divenuti ormai estinti o forse “reliquia” (argomento che dovrebbe essere degno di approfondimenti da parte della dott.sa Nicolosi della Università di Catania e dell’Associazione nazionale GRASPO) che si coltivava fini a 1200 metri.

Successivamente un breve intervento di Maria Cannavò, nativa di Acicatena e titolare di un’azienda agricola, produttrice di vino sull’Etna. Dopo l’intervento di Teresa Gasbarro, vice presidente dell’Associazione Donne del Vino Sicilia, la quale ha esposto le attività principali della associazione, he è arrivata ad avere 87 componenti.

Quindi Agata Arancio, vice presidente della Federazione Italiana Sommelier Sicilia, ha tracciato le linee logiche per ispirare le iniziative più congrue per la coltivazione, commercializzazione, comunicazione efficace del vino locale.

Ha concluso i lavori un interessante intervento di Paolo Di Caro, presidente della Federazione Italiana Sommelier Sicilia, sulla concezione del vino come strumento di innovazione organizzativa dell’economia, attraverso la costituzione di un flusso di interesse verso le attrazioni storiche ed enoiche della zona delle Aci, prendendo ispirazione dalla attività poste in essere dai Principi  Riggio e ricordando le stupefatte espressioni di Sallier de la Tour, allorquando venne nelle terre dell’Etna.

A conclusione un degustazione di prodotti e vini di piccole aziende etnee (Az. agricola Costa Oro nero, Terre di Montalto, Le Due Tenute, Palmento Costanzo, Az. agricola Catanoso Genovese, A. agricola Eterna, Az. agricola Antonio Mauro, Cantine Scudero, Az. agricola Turi, Az. agricola Cannavò, Verderame, Camarda, Calcagno, A. agricola Al-Cantara, Tenute Foti Randazzese) che hanno proposto le loro produzione alla loro prima etichetta, con interessantissime interpretazioni del modo di produrre il vino, ottenendo risultati fortemente innovativi, in termini di gusti risultanti e di modalità di abbinamento conseguenti. Attraverso incroci ossidativi straordinari.

Una serata veramente avvincente, che rappresenta un prodromo certo di sviluppi certamente promettenti.

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