Il Comitato Grandi Cru d’Italia ha celebrato il suo primo Presidente, con un Tributo di lodi e riconoscenza per quanto realizzato per tutto il settore del vino italiano

Al Teatro Ristori di Verona Domenica 14 aprile è andato in scena il tradizionale evento che, dal 2007, il Comitato Grandi Cru d’Italia organizza in occasione di Vinitaly per onorare i grandi vini che rappresentano l’eccellenza della produzione enologica italiana.

Una splendisa serata alla quale, come da tradizione ho l’onore di partecipare, quasi trecento ospiti, tra produttori, giornalisti, operatori nazionali e internazionali e istituzioni accolti da Valentina Argiolas, Presidente, e da Paolo Panerai, Vicepresidente Esecutivo del Comitato Grandi Cru d’Italia che riunisce i produttori più rappresentativi dell’eccellenza vinicola del Paese, che da almeno 20 anni producono vini con i più alti rating risultanti dall’incrocio delle principali e più autorevoli guide e riviste italiane e straniere.

Focus di questa diciottesima edizione, il Tributo di lodi e riconoscenza per celebrare il Marchese Piero Antinori, Presidente Onorario di Marchesi Antinori e già primo Presidente del Comitato Grandi Cru d’Italia.
Figura di riferimento per il mondo del vino, Piero Antinori ha rivoluzionato il panorama vinicolo internazionale nel rispetto delle tradizioni e con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Guidato dalle domande di Luciano Ferraro, Vicedirettore, Corriere della Sera; di Jeannie Cho Lee, Founder, Asian Palate e di Jancis Robinson, Founder, JancisRobinson.com e Wine Correspondent, Financial Times ha esplorato la sua storia dalla nascita della cantina nel Rinascimento, alla rivoluzione provocata e affrontata negli ultimi decenni del Novecento, allo sbarco in America e alle sfide future.

Nel corso della cena di alto profilo servita dal 3 stelle Michelin Da Vittorio, Valentina Argiolas e Paolo Panerai, a nome di tutti i Soci, hanno consegnato al Marchese Antinori il Premio Grandi Cru d’Italia come segno di stima e gratitudine per l’ispirazione e l’esempio dato a tutto il comparto vinicolo italiano.

Piero Antinori: “Di questi quasi 56 anni di lavoro, la cosa di cui sono più orgoglioso è la trasformazione della nostra azienda. Oggi siamo diventati un’azienda agricola al 100%. Tutti i nostri vini sono prodotti da uve dei nostri vigneti. È stata una trasformazione molto impegnativa, non solo da un punto di vista finanziario, ma a livello personale e che ha visto coinvolti tutti i nostri collaboratori”.
Interrogato su che consiglio darebbe ai giovani imprenditori: “Darei il consiglio che mi diede mio padre. Per diventare un buon imprenditore ci vogliono competenza, coraggio e modestia. Aggiungerei una grande passione per quello che si fa e per il prodotto che si produce”.

Sollecitato sulle esperienze fuori dall’Italia, ha detto: “Da molto tempo sono convinto che poter avere un’esperienza diretta, fuori dall’Italia, dia un valore aggiunto all’azienda, un vantaggio competitivo e consenta di capire meglio la realtà internazionale e i mercati. In Napa Valley abbiamo iniziato a operare nel 1985, acquisendone la totalità negli anni. Siamo l’unica azienda vinicola italiana in quella zona, ormai considerata tra le migliori del mondo per produrre grandi vini. Questo ci dà una responsabilità, ma è anche un motivo per noi di grande orgoglio”.

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