Le Donne del Vino

Tanti sono gli esempi virtuosi di donne che negli ultimi anni hanno contribuito in modo significativo al successo dell’affascinante mondo del vino. A tal proposito, il New York Times ha dedicato una pagina all’importante rivoluzione che le donne del Chianti Classico stanno attuando nella loro terra.

“Un tempo era raro, ma nel mondo del vino, e con una particolare concentrazione nel Chianti Classico, le figlie stanno assumendo ruoli di leadership” questo è quanto si legge dal noto quotidiano statunitense New York Times scritto da Eric Asimov. Una riflessione e un interessante focus su come oggi il settore vitivinicolo, dominato da uomini, oggi si caratterizza per una maggiore percentuale di donne soprattutto in termini di conduzione aziendale.

Talentuose, appassionate, creative e qualche volta persino rivoluzionarie le donne del vino sono una presenza sempre più forte nella filiera produttiva dell’enologia e nel mercato vinicolo, in Italia e all’estero. Secondo quanto riportato dall’Associazione nazionale Le Donne del Vino, oggi il 28% delle cantine italiane è diretto da donne e tra queste 69 imprese su 100 vantano la produzione di vini Doc-Docg. Le Donne del Vino, più di 900 associate, sono imprenditrici, gestiscono più di un’attività; dinamiche, aperte all’innovazione, viaggiano, sono informate e partecipano a fiere nazionali e internazionali.

Si tratta di donne che hanno messo al servizio del settore enologico le proprie competenze e tradizioni di famiglia, con impegno e forte spirito innovativo prendendo spunto da vite che hanno segnato in modo indelebile il mondo vitivinicolo internazionale. Storicamente le donne che potevano assumere la direzione delle imprese familiari costituivano un’eccezione; spesso sono intervenute dopo la morte inaspettata del padre o del marito come Corinne Mentzelopoulos, che ha guidato Château Margaux a Bordeaux a continuare a produrre ottimo vino per decenni dopo la morte di suo padre nel 1980. Come quando nel 1805, Barbe-Nicole Ponsardin Clicquot rilevò l’attività di champagne del marito dopo la sua morte. 

Attualmente ci sono regioni italiane che si caratterizzano per una maggiore presenza di donne a capo di grandi aziende vitivinicole come testimonia il giornalista Eric Asimov del New York Times, analizzando la situazione in Toscana, zona del Chianti Classico che unisce la bellezza dei paesaggi a prodotti di qualità assoluta: “Qui è presente una concentrazione di donne come la signora Fronti che hanno preso in mano le imprese di famiglia e le hanno portate a traguardi che non avevano mai raggiunto prima, nonostante gli ostacoli che molte donne ancora devono affrontare”. Donne che costituiInvece, nell’epoca storica in cui viviamo Ciò per fortuna è cambiato rapidamente nel settore del vino a livello internazionale in particolare,

Accanto alla storia di Angela Fronti che ha rilevato i vigneti di famiglia per produrre il vino per Istine, la sua nuova etichetta di Chianti Classico, Asimov menziona la storia di altre donne produttrici come quella di: Lorenza Sebasti del Castello di Ama a Gaiole in Chianti, Sofia Ruhne di Terreno a Greve in Chianti, Susanna Grassi di I Fabbri a Lamole e Giovanna Morganti di Podere le Boncie a Castelnuovo Berardenga.

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Non solo professioniste ma anche madri, mogli o meglio semplicemente donne geniali e dal grande carisma intellettuale che oggi imprimono nella storia l’idea di una leadership possibile nel mondo del vino, e non solo.

In Italia, come nel resto del mondo, sono tante le storie di successo per cui oltre ad Asimov anche noi desideriamo sottolineare alcune figure femminili che si distinguono in questo mondo che una volta era appannaggio dei soli uomini.

1Donatella Cinelli Colombini

Figlia di Francesca Colombini Cinelli, Donatella è una stimata produttrice di vino a Montalcino (Siena) al Casato Prime Donne e in Val d’Orcia alla Fattoria del Colle di Trequanda (Siena). È stata Presidente dell’Associazione Nazionale Donne del Vino. Nel 1993 fonda il “Movimento del Turismo del Vino”, diffondendo il turismo enologico in Italia. Ed è in questo contesto che crea due eventi molto importanti per la promozione e la diffusione della cultura del vino: “Cantine Aperte” e “Calici di Stelle.  

2Camilla Lunelli

Camilla Lunelli è la Direttrice della Comunicazione e delle Relazioni Esterne di Ferrari Trento, cantina fondata nel 1902 e leader in Italia nelle bollicine. Nel 2004 Camilla Lunelli dopo diversi viaggi all’estero è tornata in Italia per portare avanti l’azienda, con i cugini Matteo e Marcello e il fratello Alessandro. Il Corriere della Sera l’ha nominata “Vignaiola dell’Anno” nella guida “I 100 migliori vini e vignaioli d’Italia 2021”.

3Roberta Ceretto

Roberta Ceretto è presidente e responsabile comunicazione della nota azienda vitivinicola Ceretto (Alba). Roberta è stata promotrice di un percorso che ha portato Ceretto a diventare una realtà sempre più sostenibile per l’ambiente e l’agricoltura, ottenendo nel 2015 della certificazione biologica.

4José Rallo

Amministratore delegato dell’azienda vinicola di famiglia Donnafugata, famosa in tutto il mondo. Con la madre Gabriella è stata pioniere in Sicilia. Apprezzata cantante jazz, con lei i vini di famiglia hanno trovato posto nel progetto Donnafugata Music & Wine: una degustazione multisensoriale, per assaporare il vino con musiche in grado di agevolarne la comprensione, che ha preso forma in contesti prestigiosi, fra cui il Blue Note di New York. Una carriera ricca di soddisfazioni anche al di fuori dell’azienda di famiglia per Josè Rallo che è stata la prima donna membro del CdA del Banco di Sicilia e dal dal 2021 è componente del CdA del Fondo Ambiente Italiano (FAI).

5Isabella Collalto de Croÿ

Primogenita di cinque figlie di una nobile famiglia veneta, sposa il principe Guillaume de Croÿ. Dal 2007 si occupa della storica Azienda Agricola Conte Collalto di Susegana (Treviso) lasciata dal padre. Una donna di rara bellezza, geniale ed elegante, appassionata delle sue terre che segue con ammirevole dedizione. Nella sua conduzione, spiccano l’attenzione per le innovazioni volte alla sostenibilità nella cura dei vigneti e la ricerca applicata alle caratteristiche qualitative del prodotto e del territorio.

6Maria Elena Bortolomiol

Maria Elena è figlia di Giuliano Bortolomiol, patron dell’azienda Bortolomiol Valdobbiadene fondata nel 1949, uomo che per tutta la vita ha coltivato la vite sulle colline di Valdobbiadene trasmettendo ai suoi discendenti l’amore per la terra. Alla morte del padre la moglie Ottavia e le figlie Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana hanno mantenuto quanto costruito dal padre in chiave innovativa e con uno sguardo sempre più attento alla sostenibilità ambientale. Maria Elena è diventata membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela Vino Prosecco di Conegliano Valdobbiadene nel 2007. Oggi presidente dell’azienda è impegnata nella tutela e promozione della Denominazione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore sia in Italia che all’estero.

7Mariangela Cambria

Mariangela di origini messinesi, sposata e madre di due figli, donna del vino, produttrice a tempo pieno insieme ai fratelli e allo zio nell’azienda etnea Cottanera, è riuscita a guadagnarsi un posto di spicco nel panorama vitivinicolo siciliano con il nuovo incarico che la vede presidente di Assovini Sicilia, l’associazione che riunisce le più importanti 100 aziende vitivinicole dell’isola.

8Elena Walch

Oltre 30 anni fa Elena Walch è diventata la prima viticoltrice dell’Alto Adige. Nel 1985 ha iniziato a produrre vini seguendo approcci nuovi per l’epoca come separando, nel processo di vinificazione, le uve provenienti dai suoi vigneti delle tenute di Castel Ringberg e di Kastelaz, creando i “vini di terroir”, eliminando il classico vitigno di Schiava a favore di varietà più moderne. Un successo che per Elena non tardò ad arrivare permettendo all’azienda vinicola che porta il suo nome di far parte dell’élite del panorama enologico italiano. Dal 2013, al suo fianco, ci sono anche le figlie Julia e Karoline.

9Marisa Cuomo

Marisa insieme al marito Andrea Ferraioli gestisce dal 1980 l’omonima azienda vitivinicola, sita tra viti e rocce a strapiombo sul mare di Furore sulla Costiera Amalfitana, rappresentando un modello estremo di viticoltura eroica. Qui Marisa, con il marito e l’enologo Luigi Moio riesce a dare vita a uve nobili grazie a vecchi segreti tramandati da vinificatori del luogo e a tecniche di elaborazione all’avanguardia in grado di dare vita a vini di qualità stimati in tutto il mondo.

10Maria Teresa Ceci

Maria Teresa Ceci rappresenta con Maria Paola, Elisa e Chiara Ceci, il nuovo volto della storica e rinomata azienda produttrice di Lambrusco: Ceci 1938. Una storia d’eccellenza iniziata con nonno Otello Ceci fino ad arrivare ai nipoti che, con il loro geniale spirito d’innovazione e amore per la tradizione, sono riusciti ad affermarsi a livello internazionale per l’incredibile freschezza del loro Lambrusco.

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