Photo: Adalberto Catanzaro © Futura Company 2022

Per il Grillo il 2021 è stata qualitativamente un’ottima annata, secondo quanto evidenziato dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia nei numeri presentati in occasione del Vinitaly, ha prodotto 21.010.284 milioni di bottiglie, +26 % rispetto ai 16.707.274 del 2020.

l grillo, vitigno siciliano a bacca bianca più in voga del momento è anche il più giovane tra i vitigni bianchi autoctoni siciliani, tanto da poter definirsi contemporaneo. Frutto dell’incrocio nel 1874 tra catarratto bianco e zibibbo da parte dell’ampellografo barone Antonio Mendola, dopo la grande crescita della superficie vitata ad inizi del ‘900, ha subito il crollo dell’estensione fino al 2004 raggiungendo il minimo storico di 2300 ettari, poi la risalita e oggi gli ettari presenti sono 8500.

Luigi Salvo, Direttore Editoriale di Vinup, durante la masterclass sul grillo

Grandissimo apprezzamento hanno riscontrato i 15 Grillo nella masterclass che ho condotto al Vinitaly nello spazio Doc Sicilia per operatori del settore e sommelier, tutti i campioni, sia quelli provenienti dal tradizionale areale trapanese, ma anche quelli del palermitano, agrigentino, sino al ragusano e siracusano, pur con le dovute differenze, hanno mostrato fresche espressioni floreali di ginestra, zagara, gelsomino, aromi di pera, frutto della passione e pompelmo, piene percezioni agrumate ed accattivanti note erbacee.

Parliamo del successo del grillo e sui prossimi obiettivi del Consorzio con la nostra intervista ad Antonio Rallo, Presidente Consorzio di Tutela Doc Sicilia:

Il Grillo è proprio l’uva del momento?
Da questo vitigno si ottengono vini davvero incredibili, in virtù di caratteristiche qualitative e di versatilità uniche: per profumi, struttura e vivacità, lo abbiamo supportato in comunicazione negli ultimi anni con convinzione e nel 2021 abbiamo raggiunto i 21 milioni di bottiglie con una crescita del 25% su 2020, ma dato importantissimo un +più 20% sulle vendite che avevamo fatto nel 2019.

In quali mercati piace di più?
E’ un uva che piace in Italia, piace tantissimo negli Stati Uniti, ma anche in altri paesi perché, come definiscono gli anglosassoni dona un vino soft, quindi sicuramente un vitigno di facile approccio, ma anche fresco con una personalità che io definisco assolutamente siciliana.

Quali i prossimi obbiettivi del Consorzio Sicilia Doc?
Sicuramente il Nero D’Avola con l’innalzamento qualitativo ed i 50 milioni di bottiglie prodotte ha fatto tanta strada sui mercati, il Grillo sta avendo tantissimo successo, ma noi non dimentichiamo di avere in Sicilia ben 30 mila ettari di Lucido e quindi anche su di lui investiremo da un punto di vista promozionale e soprattutto sulla ricerca

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