Carmelo e Giacomo Vaccaro

Da oltre cinquant’anni Vini Vaccaro propone vini di eccellenza all’insegna della tradizione di famiglia, con il nuovo focus dell’ammodernamento e della sostenibilità aziendale sullo sfondo.

di Davide Vicino

Il progetto dell’azienda Vaccaro a Salaparuta (Tp) nasce negli anni ‘70 quando Giacomo Vaccaro e sua moglie Caterina acquistano un piccolo podere ma con l’ambizione di allargare sempre più la coltivazione della vite. L’obiettivo viene centrato quando nel 1999 il progetto diventa impresa, una cantina moderna, fortemente legata allo spirito appassionato di chi l’ha creata.

L’azienda continua a crescere negli anni 2000 con i medesimi valori, consentendo alla cantina di raggiungere la capacità di circa 1 milione di bottiglie prodotte, di cui la maggior parte esportate nei mercati esteri, da sottolineare che dal 2000 la produzione è biologica. Questo accrescimento produttivo segue quello della famiglia, con l’ingresso in cantina dei figli Catia, commercialista, e Carmelo, enologo, divenuti ormai pilastri della parte amministrativa e produttiva dell’azienda.

Proprio Carmelo, enologo e amministratore di Vini Vaccaro, disegna la transizione energetica che stanno vivendo, il cui obiettivo non risulta solo il risparmio energetico ma anche la sostenibilità che vuole raggiungere l’azienda, attraverso investimenti mirati che vedranno l’installazione sul tetto di pannelli fotovoltaici per raggiungere un’autosufficienza produttiva in termini di costi per l’energia.

La cantina a Salaparuta (TP)

“Malgrado il momento difficile per tutti, Vini Vaccaro vuole investire” – racconta Carmelo – “ammodernandoci da un punto vista tecnico ma anche energetico; il nostro focus rimane quello di fare vini buoni rispettando il territorio e dopo la coltivazione in biologico questo ci sembrava il proseguo naturale da realizzare”.

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Anche a livello produttivo l’azienda Vaccaro si è data da fare. Nelle quattro linee già presenti in commercio – Selezioni, Top Line, Linea Luna e Terrabedda per un totale di 21 etichette – quest’anno ha visto novità in cantina, tra new entry e vecchie conoscenze.

Parliamo infatti di Grappoli e di Giacomo, etichette già presenti nella linea “Selezioni”: il primo ha subìto un restyling sull’etichetta, rendendo ancora più attuale questo passito di uva tardiva di solo Zibibbo, con i suoi sentori di spezie e miele che si percepiscono al naso, che al palato si apre con la frutta candita non disgiunta ad una acidità rinfrescante.

La Riserva Giacomo, DOC Salaparuta

Il Giacomo DOC Salaparuta invece, dedicato al padre e al figlio di Carmelo, è stato aggiornato con l’ingresso nel mercato della riserva 2018 e realizzato con 100% Nero d’Avola, racchiudendo gli storici valori organolettici di questo vitigno: speziato al naso e strutturato all’assaggio, grazie ai tannini importanti smussati dall’acciaio prima e dal legno poi durante la vinificazione e l’affinamento.

“Abbiamo in cantiere un’ulteriore novità”, conclude Carmelo, ”si tratta di un nuovo metodo classico che è stato imbottigliato quest’anno ma che vedrà la luce tra almeno due anni; speriamo di trarre buoni riscontri per il Vinitaly, così da poterlo annunciare ufficialmente”.

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