Giovanni Greco, Presidente di CVA Canicattì

Ancora grandi riconoscimenti per Cva Canicattì, cooperativa vitivinicola siciliana, che al Decanter World Wine Awards 2023 porta a casa ben due medaglie d’argento e tre di bronzo.

Decanter, il prestigioso e diffuso giornale online, marchio leader mondiale nel settore dei media del vino, ha pubblicato i risultati del Decanter World Wine Awards, il concorso enologico più grande e influente al mondo che quest’anno ha visto presentati 18.250 vini provenienti da 57 paesi.

La competizione del 2023 ha visto riunirsi un’influente troupe di 236 esperti di vino, tra cui 53 Masters of Wine e 16 Master Sommelier, provenienti da 30 nazioni. Con oltre 100 giudici stranieri e talentuosi specialisti regionali concentrati su cosa c’è nel bicchiere, i risultati di DWWA offrono ai consumatori e al commercio una guida affidabile per il dinamico mondo del vino.

Con due medaglie d’argento alle rispettive etichette, con 90 punti:

  • Versante 700 Bianco 2021 – Etna Doc originario del Comune di Zafferana Etnea, versante orientale dell’Etna. Suolo lavico a tessitura sabbiosa. Profondo, ricco di minerali, il suolo lavico permette una forte espansione dell’apparato radicale della pianta. Prevede un processo di affinamento di 6 mesi in acciaio e 2 mesi in bottiglia.
  • Diodoros 2019 un blend di Nero d’avola (90%), Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio (10%) proveniente dal Parco della Valle dei Templi, vigneto posto sotto il Tempio di Giunone. Affinato per 10 mesi in barili di rovere e 2 mesi in vasca, seguito da 6 mesi di affinamento in bottiglia.

e tre di bronzo, con 88 punti :

  • Aynat 2020 proveniente da uve di Nero d’Avola dalla zona di Canicattì caratterizzato da terreni limo-sabbiosi, di medio impasto con reazione alcalina dovuta al calcare attivo, dalla colorazione bianca data dalle “trube” che caratterizzano i terreni più vocati per la produzione di questa varietà. Il processo di affinamento prevede 12/14 mesi in barili di Rovere francese nuovi seguiti da 12 mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.
  • Centuno 2020 proveniente da uve di Nero d’Avola dall’entroterra agrigentino caratterizzato da terreni limo-sabbiosi, medio impasto con reazione alcalina dovuta al calcare attivo. Il processo di affinamento prevede otto mesi in barili di rovere francese per 8-10 mesi seguiti da sei mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.
  • 1934 annata 2021 50% Grillo – 50% Chardonnay, proveniente da vitigni siti a Canicattì, Naro, Campobello di Licata. Le fermentazioni sono condotte separatamente. Per il Grillo la fermentazione è condotta in vasche di acciaio inox a temperatura controllata (circa 16°) per circa 15 giorni, segue un affinamento per 8 mesi sui lieviti; la fermentazione dello Chardonnay è condotta in barriques di rovere francese a grana fine, anche in questo caso segue un affinamento sui lieviti per 8 mesi.
  • CVA Canicattì, la storica cantina agrigentina porta a casa un bottino di importanti riconoscimenti tra le cantine che hanno partecipato a Londra all’annuale competizione.

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Questi riconoscimenti testimoniano ancora una volta come la cooperativa vitivinicola di 300 vignerons basa il suo concept aziendale sulla qualità e piacevolezza in tutta la produzione da 700 ettari; dalla conduzione del vigneto per finire alle strategie di marketing l’obiettivo è sempre lo stesso: intercettare il consumatore più esigente e preparato con vini dall’alto contenuto enologico caratterizzati dal giusto rapporto qualità/prezzo. La varia ampelografia del territorio valorizza soprattutto i vitigni autoctoni: Nero d’Avola, Grillo, Catarratto in prevalenza.

In questa Sicilia estrema, dove le condizioni pedoclimatiche variano profondamente dal livello del mare ai 600 m, permettendo una rilevante biodiversità, si pratica una viticultura di frontiera anche in bio, caratterizzata da una perenne carenza idrica e regolata da un severo protocollo annuale a cui i soci devono uniformarsi per raggiungere una qualità di eccellenza come dimostrata dai numerosi riconoscimenti ricevuti nel corso degli anni. Merito va dato al presidente Giovanni Greco che fermamente ha voluto puntare sull’alta qualità e al gettonatissimo consulente enologo Tonino Guzzo che con la sua professionalità ha fatto crescere la cantina ben oltre ogni più rosea previsione.

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