Fondazione Banfi presenta Sanguis Jovis

Un percorso di formazione di grande pregio quello realizzato dalla Fondazione Banfi con i più importanti professionisti del mondo vitivinicolo italiano e internazionale. Un’occasione unica per conoscere e apprezzare le caratteristiche del Sangiovese.

La Fondazione Banfi è stata fondata con l’obiettivo di promuovere e diffondere la filosofia e la cultura legate al mondo del vino, da quest’idea nasce Sanguis Jovis – Alta Scuola del Sangiovese il primo Centro Studi permanente sul Sangiovese, il vitigno più coltivato in Italia. Il progetto nasce dal desiderio di accrescere e diffondere la cultura del Sangiovese in Italia e nel mondo, attraverso la ricerca scientifica, la comunicazione della conoscenza e l’alta formazione.

La ricerca scientifica costituisce il cuore pulsante di Sanguis Jovis. Si basa su progetti originali, concepiti e interamente realizzati con il supporto di studio­si italiani e stranieri. Merito, robustezza e rilevanza sono le tre parole d’ordine.

Attraverso le Summer e le Winter School Sanguis Jovis intende formare i professionisti del Sangiovese per il secondo Millennio. Persone solide nella preparazione, aperte al nuovo, ricche nelle culture di riferimento.  Ne 223, tramite lezioni frontali, casi di studio, visite e confronti diretti con i protagonisti del corso, si esploreranno le diverse vie attraverso le quali la digitalizzazione cambierà il futuro del vitigno Sangiovese.

Le lezioni si svolgono ogni giorno dalle 9 alle 18 presso la sede di Ocra – Officine Creative dell’Abitare (Montalcino -SI) e in trasferta presso aziende vitivinicole partner. Il programma completo QUI.

LEGGI ANCHE: Al via un corso di alta formazione per eleggere i nuovi Langhe Wine Ambassador

Fisico e digitale, due dimensioni con-presenti nell’agire umano e che tendono a fondersi, sono l’argomento di quest’anno. Ciò crea esperienze totalmente nuove, ma più spesso genera il rinnovamento di pratiche preesistenti, cui la digitalizzazione offre opportunità sorprendenti. Essa, infatti, ridisegna i processi primari – dall’agricoltura di preci­sione all’irrigazione intelligente, dalla block chain alla coltivazione verticale: migliora la trasformazione della materia prima – dall’uso di sensori alla robotica applicata, passando al cloud e alla realtà virtuale -; potenzia la capacità di gestire le relazioni di mercato – dalla personalizzazione della comunicazione alla filiera logistica, fino all’invenzione di esperienze di consumo lmmersive.

Si scoprirà allora che “naturalità” e “naturale” non sono affatto sinonimi, anzi, potrebbero risultare ossimori. La conciliazione può trovarsi nella vocazionalità del luogo in grado di valorizzare il vitigno (Sangiovese). Innovazione digitale genetica: strumenti per scoprire la verità che è in un vino.

La parteciazione è gratuita e la domanda di ammissione può essere inoltrata entro e non oltre l’18 giugno 2023.

© Riproduzione riservata