Il 1° Simposio della Fondazione SOStain Sicilia dal titolo “Interazioni Sostenibili” si è svolto il 2 maggio 2022 al Teatro Santa Cecilia di Palermo, un metodo di studio e di lavoro multidisciplinare per lo sviluppo sostenibile delle aziende vitivinicole siciliane.

SOStain è il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura in Sicilia, prima regione in Italia per area agricola dedicata alla produzione biologica, promosso dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia e da Assovini Sicilia.

L’interessante Simposio si è articolato attraverso un confronto variegato, al quale hanno partecipato, introdotti dal Presidente di Sostain Sicilia Alberto Tasca e moderati da Federico Quaranta, molti esponenti del mondo accademico, Attilio Scienza, Nicola Francesca, Ettore Capri, Francesco Sottile, ma anche protagonisti del tessuto produttivo, Alessio Planeta, Anna Alessandro, Roberta Urso, la giornalista Monica Larner, fino ad arrivare al punto di vista del consumatore, da cui è emersa l’importanza della sinergia, nell’ottica di una logica consapevole determinata dal valore ambientale.

Il settore vitivinicolo siciliano da anni è impegnato nella promozione di uno sviluppo sostenibile che sappia valorizzare, accrescere e preservare il patrimonio naturalistico ed enologico dell’isola, sviluppando un protocollo integrato di sostenibilità che nasce dal basso, dalle esigenze dei produttori e per i produttori. Il settore si fa promotore di buone pratiche a favore dell’ecosistema e della cultura dello sviluppo sostenibile, con una prospettiva nazionale e internazionale, a partire dalla Sicilia.

Alberto Tasca Presidente SOSstain Sicilia: “Sono felice per l’entusiasmo con cui ben 20 relatori, provenienti da settori diversi, hanno condiviso le loro esperienze e competenze, questo dimostra che la sostenibilità è un metodo di studio e di lavoro multidisciplinare, che non può prescindere da una ricerca di soluzioni che tengano in considerazione contemporaneamente i bisogni sociali, economici e ambientali.
Abbiamo assistito oggi a un bellissimo momento di aggregazione, durante il quale abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci su temi diversi, facendo sistema e avendo tutti un unico obiettivo: il Bene Comune.

Sono contento che questa sorta di rivoluzione culturale, basata sul ‘noi’ piuttosto che sull”io’ sia partita proprio dalla Sicilia del vino. Sono convinto che questo modo di lavorare e questo approccio alla sostenibilità sia il giusto modo per disegnare il ‘nuovo futuro'”.

La sostenibilità non è una prerogativa della viticoltura biologica, biodinamica o integrata, abbraccia queste definizioni e va oltre, attraverso un approccio basato sulla misurazione e riduzione dell’impatto.

SOStain, programma di sostenibilità aperto a tutte le aziende vitivinicole del territorio siciliano, produttrici di vino biologico, biodinamico, naturale, da viticoltura integrata e altro ancora.
Il Programma di sostenibilità può rappresentare un importante driver di competitività, soprattutto nei mercati esteri, conferendo visibilità al territorio Sicilia nel suo insieme e alle aziende vitivinicole in particolare, e pertanto efficace strumento di sviluppo locale.
Il progetto prevede di definire e applicare un sistema di indicatori che consenta la valutazione delle performance ambientali, economiche e sociali proprie dei modelli di sviluppo sostenibile.
Promuovere, attraverso le aziende aderenti al Programma, pratiche improntate al miglioramento continuo dei livelli di sostenibilità, ottenibile tramite una gestione agronomica consapevole e attenta alle esigenze del territorio.

Ridurre l’impatto ambientale, con un effetto a cascata, dei fornitori di beni e servizi coinvolti lungo la catena di produzione. Valorizzare e tutelare le risorse naturali, sociali e culturali, contribuendo al mantenimento di tradizione e cultura i quali costituiscono un patrimonio di valori imprescindibilmente connesso al territorio siciliano e alla sua storia vitivinicola.

Mettere a sistema, in condivisione con altre realtà nazionali ed estere, la sostenibilità del settore per il continuo miglioramento dei processi, dei prodotti, dei servizi ecosistemici dell’impresa agricola.

Il disciplinare di SOStain Sicilia è basato su 10 requisiti minimi, che le aziende devono rispettare per ottenere la certificazione, da parte di un ente terzo indipendente, e il marchio SOStain dalla Fondazione SOStain Sicilia.

01. GESTIONE VIGNETO
Le aziende sono tenute a soddisfare, nella produzione delle uve,

almeno uno dei seguenti disciplinari:

– Disciplinare del Sistema di Qualità Nazionale;

Produzione Integrata (SQNPI);

– Disciplinare regionale di Produzione Integrata;

– Metodi di gestione delle aziende eco-sostenibili

(PSR Sicilia 10.1.b);

– Disciplinare di produzione biologica.

02. DISERBO CHIMICO
Divieto di praticare il diserbo chimico.

03. BIODIVERSITÀ
Le aziende con superficie > 15 ettari, devono mantenere zone naturali per almeno il 5% della superficie aziendale.

04. UTILIZZO DI MATERIALI ECO-COMPATIBILI NEL VIGNETO
Per la realizzazione dei nuovi vigneti vengono esclusi tutti i materiali che non siano riciclabili o biodegradabili.

05. MATERIE PRIME LOCALI
Il 100% delle uve e dei vini eventualmente acquistati devono essere di provenienza regionale.

06. UTILIZZO DEGLI INDICATORI VIVA
Le aziende sono tenute a calcolare, a livello di organizzazione, gli indici proposti dal programma VIVA (ARIA, ACQUA, VIGNETO) e a soddisfare l’indicatore TERRITORIO.

07. TECNOLOGIE ENERGETICAMENTE EFFICIENTI
Nella vinificazione sono considerati efficienti i processi che consentono di produrre vini con un consumo energetico inferiore a 0,7 kwh/l di vino.

08. PESO DELLE BOTTIGLIE
Il peso medio delle bottiglie di vino fermo prodotte nel corso dei due anni deve essere inferiore o uguale a 550 g/0,75 litro.

09. TRASPARENZA DELLA COMUNICAZIONE
Le aziende aderenti al programma di certificazione sono tenute a redigere un Report di sostenibilità prima del 31 marzo di ogni anno.

10. LIMITE AL CONTENUTO DI RESIDUI NEI VINI
Annualmente devono essere effettuate analisi su un campione di almeno il 25% delle referenze commercializzate allo scopo di verificare l’assenza residui di agrofarmaci nei vini.

© Riproduzione riservata