L’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) ha evidenziato nelle sue ricerche come la vendita di vino all’interno dei supermercati, ipermercati e minimarket italiani, nel 2022, ha subito un netto calo.

A causa delle tensioni geopolitiche che hanno creato un’inevitabile frattura tra Mosca e Occidente, innescando un aumento esponenziale dei prezzi di gas, petrolio e materie prime, comprese quelle agricole il carrello della spesa si è fatto sempre più pesante e tra gli scaffali della Gdo gli italiani sono stati costretti a dimezzare gli acquisti.

Nei 12 mesi del 2022 il vino venduto in iper, supermercati e minimarket ha raggiunto il valore complessivo di 2,86 miliardi di euro di vendite (dai 3 miliardi del 2021, -4,6%), di cui 2,2 miliardi di euro solo di vini fermi, con un calo del -1,8% sul 2021, mentre gli spumanti hanno tenuto, perdendo solo lo 0,2%, e chiudendo con un giro d’affari di 653 milioni di euro. In termini di prezzo medio, i vini fermi crescono del 4%, a 3,36 euro al litro, e gli spumanti del 4,8%, a 6,64 euro al litro.

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Perde qualcosa in più la sottocategoria del Prosecco, che vale poco meno della metà di tutti gli spumanti, ossia 314 milioni di euro (-1,6%). Peggio i vini fermi in bottiglia da 750 ml, che valgono 1,68 miliardi di euro, ma in calo del -2,6% sul 2021. A volume, invece, il totale vino supera i 755 milioni di litri, con il vino fermo a 657,3 milioni di litri, ossia il 5,6% in meno dell’anno precedente, e più della metà delle vendite – pari a 342,7 milioni di litri – che riguardano la bottiglia da 750 ml, la categoria che segna la performance peggiore, con il -6,9%. Calo ancora più sostenuto per il Prosecco (-9,8%), capace però di mettere a segno una crescita del prezzo medio del 9%, pari a 7,19 euro al litro.

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