Go Wine è un’associazione che promuove il vino, specialmente con degustazioni e l’enoturismo. Al Savoy Hotel di Roma, l’8 febbraio, ancora una volta Go Wine non delude, e stavolta lo fa con i vini delle grandi isole. Di Susanna Schivardi

L’associazione di Alba ci ha ormai abituato a eventi in grande stile, con l’obiettivo di portare il vino in giro per l’Italia, come dice il nome stesso, nell’ottica di una comunicazione estesa per far conoscere il vino sul e attraverso il territorio. Ecco una serie di assaggi che ci hanno coinvolto.

Partiamo con The Egg Man, una scoperta anche per noi. Questo signore è Robin Baum e RBW è il marchio di vini affinati in vasi di ceramica o cemento a forma di uovo, da cui il nome. Insieme a tecnici del settore il signor Baum seleziona vigneti e vini per realizzare i suoi blend. Controlla personalmente l’evoluzione dei suoi vini, nelle fattorie tra Toscana, Sicilia e Veneto.

Assaggiamo un Etna Rosato Doc, 2022, affinato in anfora, dalle evidenti note fruttate e il sorso elegante e pieno. Le porosità dei materiali permettono una naturale micro-ossigenazione, da cui vini rotondi ed equilibrati. In Sardegna consigliamo Cantina del Mandrolisai, in un’area centrale dell’isola, dai magnifici colori e sabbioni granitici. Si producono tre varietà di uve, Bovale, Monica e Cannonau, in quantità già selezionate in vigna, per questo rosso dalle caratteristiche profondamente legate al territorio.

Proviamo una mini-verticale di Kent’Annos Mandrolisai Doc, nelle annate 2019 e 2021, l’affinamento in botti di rovere varia dagli 8 ai 24 mesi per la versione Superiore, il rosso si presenta rubino, l’equilibrio dei tannini è evidente specialmente nella 2019, i sentori ricordano macchia mediterranea e frutto maturo. Vini eleganti e fini dalla bella complessità. 

Per le varietà di nicchia proviamo un Semidano di Mogoro, Puistèris 2021, giallo dorato e luminoso, dai sentori intensi di macchia, ginestra e miele, in bocca molto complesso, con una freschezza finale che lo mantiene pronto e immediato. Della cantina Mesa, il Vermentino di Sardegna Opale 2022, una ventata di freschezza e sapidità inconfondibili.

Arriviamo in Sicilia, partiamo da Alessandro di Camporeale Benedè 2022, Doc Sicilia Bianco Catarratto , molto coerente e dai sentori fruttati, delicato e raffinato. Il Sicilia Doc Grillo Vigna di Mandranova 2022, al naso frutta bianca, in bocca rimane persistente, fresco e minerale. Per la cantina Assuli, consigliamo il Sicilia Doc Bianco Donna Angelica 2022, aromatico e complesso.

LEGGI ANCHE: Go Wine presenta la Festa del vino, in scena oltre 40 differenti vitigni piemontesi

Per i rossi Sicilia Doc Perricone Furioso 2018, molto rotondo, frutto maturo, sentori di macchia mediterranea. Torniamo ai bianchi, Donnafugata, Sicilia Doc Grillo Sur Sur 2022, frutta a polpa bianca, fiori di campo, in bocca le note fruttate rimandano a una piacevole freschezza. Fausta Mansio, Sicilia Doc bio Apollo, 2022, un Grillo molto particolare, dal naso intenso, cosmesi, fiori bianchi, in bocca pera, pesca, molto lungo e persistente. Fina, Sicilia Doc Grillo Kebrilla 2022, un 20% in legno lo rende complesso e avvolgente, dai sentori ricchi di frutto, al gusto minerale e iodato, fresco e intenso, dal finale lungo.

Morgante, Sicilia Doc Nero d’Avola Riserva Don Antonio 2020, un vino icona siciliano, 12 mesi di barrique, colore rubino intenso, al naso fruttato, in bocca sentore intenso di lampone, molto avvolgente. Terminiamo con Carlo Pellegrino, Terre Siciliane Igt Frappato Junco 2022, per la sua freschezza e agilità ricorda la Schiava, i sentori dal lampone a richiami vegetali. Molto vivace, dalla beva agile. Pantelleria Bianco Doc Isesi 2022, al naso agrumato, ricorda note speziate, volge all’agrume, al palato molto sapido, richiama il cappero. Un vino autentico e fortemente legato al territorio.

© Riproduzione riservata