Una rivoluzione nel mondo dell’etichettatura del vino che già stata era annunciata alla fine dello scorso anno da parte del Governo britannico con l’obiettivo di eliminare vincoli costosi e superflui, e favorire maggiori pratiche sostenibili.

Il Department for Environment, Food & Rural Affairs inglese aveva pubblicato alcuni aggiornamenti per il nuovo anno in merito alle nuove regole in materia di etichettatura per i vini importati. Come si legge da The Drink Business, l’annuncio è stato fatto dal Ministero del Commercio e dell’Industria il 27 dicembre e, alla base della decisione, ci sarebbe quella di cogliere nuove opportunità e offrire una maggiore scelta ai produttori britannici per il mercato interno.

Ecco che dall’inizio di quest’anno il vino fermo e frizzante potrà essere venduto nel Regno Unito in bottiglie da 200ml, 500ml e 568ml (la misura metrica di una pinta imperiale). Per i produttori di spumanti con metodo tradizionale nel Regno Unito la fermentazione secondaria può avvenire in queste bottiglie più piccole.

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Un’altra modifica significativa riguarda l’eliminazione dei requisiti di imballaggio onerosi, in particolare i produttori di vino spumante del Regno Unito non dovranno più utilizzare lamine o tappi a forma di fungo sulle loro bottiglie un cambiamento che, secondo il Segretario all’Ambiente Steve Barclay, aiuterà “i produttori e i commercianti di vino a diventare più redditizi, dinamici e sostenibili”.

Il Governo ha inoltre deciso di eliminare l’obbligo di indicare l’indirizzo dell’importatore sulle etichette dei vini importati ma rimarrà necessario identificare il Food Business Operator (FBO) responsabile del rispetto di tutti i requisiti legali.

Riforme importanti che permettono di riflettere sui possibili cambiamenti, in termini di sostenibilità e innovazione, possono portare nel settore vitivinicolo non solo britannico.

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