Guida ai migliori vini della Sardegna 2024

È giunta alla sesta edizione la Guida dei migliori vini della Sardegna redatta da Vinodabere. Si tratta ancora una volta di una guida capace di raccontare nella sua complessità e straordinaria diversità le eccellenze e realtà vinicole del territorio, con uno sguardo sempre più rivolto alle nuove realtà.

Un anno importante per la Sardegna vitivinicola che ha visto oltre 700 vini degustati di cui 329 meritevoli di recensione (ovvero capaci di centrare un punteggio di almeno 90/100); più di 100 i vini capaci di superare i 98 punti, di cui cinque di essi hanno raggiunto 100/100

Sono questi i numeri più significativi della Guida ai migliori Vini della Sardegna di Vinodabere.it, curata da Maurizio Valeriani e Antonio Paolini oltre a molti altri esperti, nata con l’obiettivo di rivolgersi direttamente al consumatore finale, ai ristoratori e tutti gli esercenti che ruotano attorno al mondo del vino. Consultabile online, la Guida presenta al suo interno un’interessante descrizione delle aziende e le storie che identificano i loro vini e il territorio di appartenenza.

Per quanto riguarda l’attribuzione dei punteggi, sono stati utilizzati alcuni simboli per spiegare meglio le differenze qualitative tra i vini recensiti: 1 applauso a quelle etichette che si attestano tra i 90 ed i 94,9 centesimi (vini decisamente buoni), 2 applausi tra i 95 ed i 97,9 (vini ottimi), e la standing ovation tra 98 e 100 (vini eccellenti). Le classifiche sono in ordine inverso (si parte dall’ultima posizione per arrivare alla prima).

Quest’anno non mancano le grandi sorprese comprese le sottozone di fresca emersione che propongono prodotti da prima linea assoluta, come aveva dimostrato “dal vivo” anche il primo evento-vetrina organizzato a Roma da Vinodabere.it alcuni mesi fa per i vini sardi. Guida e kermesse romana hanno sinergicamente fornito l’occasione per sfatare e superare un certo numero di stereotipi che da più di un decennio non appartengono più al contesto enoico sardo, ma in qualche modo gli aleggiano ancora attorno.

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Cannonau

L’esempio più lampante è quello del Cannonau, il vitigno bandiera, lontano ormai anni luce dal modello di vino alcolico e pesante della “vecchia” (e oggi non più fondata) reputazione, ed espresso ora attraverso una panoplia di interpretazioni di spiccata diversità a seconda delle zone di nascita e allevamento delle uve: dalla viticoltura di montagna della vocata comunità di Mamoiada, ad aerali altrettanto storici come Oliena (con il suo Nepente), Orgosolo, Dorgali (con la splendida Valle di Oddoene, ora toponimo utilizzabile in etichetta), l’Ogliastra, la Romangia, e perfino la Gallura, che mostra ultimamente di sapersi districare abilmente anche con le varietà a bacca rossa.

Restando in tema di sorprese, ne ha regalato di belle anche Mandrolisai, territorio di grande tradizione enoica che con la sua omonima denominazione (la Doc più territoriale della Sardegna con tre vitigni utilizzati in blend: Bovale, Cannonau e Monica) raccoglie ormai più di 20 produttori, autori di vini di carattere, personalità e alto rango e prossimi ormai alla costituzione di un auspicabile Consorzio di Tutela.

I 5 vini con 100/100

Ruinas del Fondatore 2020 – Depperu

Vernaccia di Oristano Riserva Per Te 2002 – Silvio Carta

Vino Liquoroso Rosso Festa Norìa s.a. – Santadi

Cannonau di Sardegna Brulleri Ghirada Bruncu Boeli 2021 – Osvaldo Soddu

Cannonau di Sardegna Riserva Tziu Ziliu 2019 – Cantina Orgosa

La Guida è consultabile gratuitamente QUI

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