Secondo le nuove ricerche realizzate dall’Unione italiana vini (Uiv), il consumo di vino rallenterà entro il 2040, solo +0,35% l’anno.

Complice l’alzarsi dell’età media e la distanza dal vino da parte delle nuove generazioni, si prevede un incremento del tasso di consumo di appena il 7%, con una crescita media annua dello 0,35%. Sono le previsioni da qui al 2039, diffuse dall’assemblea generale di Unione italiana vini (Uiv) secondo cui l’Italia è ancora più esposta al rallentamento della domanda.

Lo studio analizza le tendenze basate sul progressivo invecchiamento dei consumatori: nel decennio 1990/99 i consumi over 65 e i giovani under 25 erano in perfetta parità, attorno al 18%, ma la vera involuzione è attesa nel decennio che chiuderà nel 2039, quando il primo cluster di fascia più anziana – che sarà sempre più “core-consumer” – inciderà per il 30% dei volumi, con il secondo che scenderà al 13%.

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Un uguale trend di assestamento si è avuto, sempre tra il 1999 e il 2019, in Germania e Giappone, mentre fortemente espansivi si sono rivelati Canada, Uk, Usa e Cina.

Le previsioni al 2039 prevedono ora variazioni positive per Stati Uniti (+9,3 milioni di ettolitri), Cina (+4,1 milioni) e Canada (+1,1 milioni), mentre Giappone e Paesi del Vecchio Continente segneranno cali contenuti fino al -2%.

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