Il futuro del vino di una nota azienda italiana è affidato all’intelligenza artificiale, fondamentale grazie all’applicazione di tecnologie AI per ottenere un raccolto di migliore qualità aumentando anche la produttività; inoltre, per la vendemmia 2023 è previsto a bordo dei trattori l’installazione di un dispositivo sperimentale di raccolta immagini e calcolo dei parametri agronomici “real-time”.

L’agricoltura “smart” che utilizza i dati e la tecnologia per ottimizzare le risorse, migliorare la resa delle coltivazioni, ridurre gli sprechi e garantire la sicurezza alimentare, non è ancora del tutto sviluppata in Italia; si stima infatti che solo il 6% della superficie totale adibita a coltivazioni sia attualmente lavorata con l’ausilio di tecnologie e strumenti digitali (Osservatorio “Smart Agrifood” della School of Management del Politecnico di Milano)

Da quest’anno in Italia arriva un valido esempio di applicazione dell’AI (Artificial Intelligence) da parte della Guido Berlucchi & C. Spa che già da dieci anni si occupa di perseguire un percorso di sostenibilità ambientale nel settore della viticoltura.

“Migliorare continuamente il nostro processo produttivo rendendolo più sostenibile e mantenendo gli elevati standard qualitativi che ci contraddistinguono, è l’obiettivo che ci guida tutti i giorni nel nostro lavoro. Sappiamo che per raggiungerlo dobbiamo rivolgerci anche alle nuove tecnologie che riescono ad estrarre valore dai dati di produzione.” Sono le parole di Arturo Ziliani, Amministratore Delegato della Guido Berlucchi & C. Spa, la cantina dove nel 1961 nacque il primo Franciacorta e oggi punto di riferimento per il territorio.

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Un cambio di produzione e gestione ormai necessario considerando il quadro generale caratterizzato dal cambiamento climatico, dalla riduzione della superficie coltivabile e dall’aumento della domanda globale di acqua. In questo contesto le tradizionali pratiche agricole non sono più sostenibili e viene chiesto alle aziende del settore di innovare facendo un uso limitato di risorse e garantendo qualità e sicurezza lungo tutta la filiera, fino al consumatore.

In cosa consiste la soluzione di AI per Agrifood dal punto di vista più tecnico, lo spiega Alessandro Chiarini, AI Business Developer di Oròbix LIFE“Il nostro sistema di intelligenza artificiale utilizza immagini provenienti da un sistema di visione installato all’ingresso della zona di conferimento per rilevare in automatico l’uva di minor qualità, con difetti che possono consistere, per esempio, nella presenza di marciume, parti danneggiate da pioggia o grandine, rami, foglie e insetti. L’algoritmo restituisce agli enologi una mappa della qualità dell’uva che li aiuta a prendere decisioni più oggettive e consapevoli”.

Entrando ancor più nel dettaglio, viene usato un modello di classificazione che suddivide le immagini delle cassette d’uva in piccole parti per poi essere classificate singolarmente ede infine usate per classificare l’intera immagine. In questo modo, è possibile mettere in evidenza le specifiche aree di prodotto compromesse restituendo un risultato chiaro e oggettivo.

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