Il sesto rapporto sul Turismo Enogastronomico, il cui studio è stato curato da Roberta Garibaldi, restituisce un nuovo identikit dell’enoturista, protagonista della scoperta dei territori, alla ricerca di esperienze nuove ed entusiasmanti.

Lo studio, curato da Roberta Garibaldi, evidenzia da un lato la progressiva ripresa del comparto dall’altro il cambiamento di paradigma che oggi vede nell’esperienza enogastronomica non più una mera componente accessoria quanto un vero e proprio driver nella costruzione del progetto di viaggio.

Secondo il rapporto la rinnovata centralità dell’esperienza enogastronomica nella costruzione del viaggio determinerà nel tempo una inevitabile crescita dei viaggi degli appassionati, ma il dato più interessante e che avrà effetti anche sulle aspettative del turista generalista, desideroso di esplorazioni che mettano in campo modalità e luoghi di fruizione anche insoliti, sempre più immersivi e legati all’identità storica, culturale, paesaggistica delle destinazioni.

L’imperativo per il viaggiatore oggi è conoscere, sperimentare, e strutturare la vacanza in modo diverso, riscoprendo l’impiego di mezzi alternativi come la bicicletta, abbracciando soluzioni come il trekking o i cammini che danno spazio alla lentezza e alla costruzione di una relazione con i luoghi più profonda.

Il turista è innovativo, vuole scoprire l’enogastronomia locale e il territorio in tutte le sue sfaccettature prediligendo proposte autentiche e identitarie, e testando attività nuove e a contatto con la natura, ricercando anche esperienze fuori dagli schemi.

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I luoghi di produzione restano un focus importante come destinazioni di visita e approfondimento con le cantine in testa (34%) seguite da caseifici e aziende agricole (28%) ma la richiesta da parte dei viaggiatori è di un’offerta di esperienze trasversali, che abbinino a cibo e vino anche la musica (61%), l’arte (57%) e lo sport (51%).

Sempre più turisti italiani desidererebbero poter soggiornare in location a tema vino o cibo nel corso dei viaggi futuri, il 76% gradirebbe che il ristorante dell’albergo utilizzasse prodotti del luogo oltre ad offrire specialità locali, in particolare per la prima colazione, e partecipare a tour enogastronomici organizzati dalla struttura.

Importanti è anche il ruolo degli eventi, soprattutto per i più giovani che sono interessati a partecipare ai festival del vino (18-24 anni 35%, 25-34 anni 38%), mentre per Millennias e Boomers la preferenza va agli itinerari tematici (35-44 anni 16%), i Senior sono invece più attratti dalle visite in cantina. Un quadro ben delineato che fa comprendere dunque quanto il settore enoturistico è in continua espansione.

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