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Lo straordinario territorio dell’Etna, fatto di terreni di diversa composizione a differenti altitudini, di vecchie e nuove viti con varie esposizioni nelle numerose Contrade, dovrebbe sempre riuscire a donare sfumature differenti nei vini, ma con una chiara matrice identificativa comune

Certamente un ulteriore passo avanti verso l’identità del territorio etneo è la nuova mappa delle Contrade, predisposta dal Consorzio Tutela Vini Etna DOC realizzata grazie al contributo del Dipartimento Agricoltura dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana, che ne identifica con precisione i confini e l’esatta posizione all’interno del territorio di produzione dell’Etna DOC. Ai confini delle 133 Contrade dell’Etna, già presenti nel disciplinare di produzione, se ne aggiungono adesso 9 nuove che verranno introdotte nei prossimi mesi.

Indubbiamente i vini etnei per il loro successo sono ormai non solo un fenomeno di moda, nell’immaginario collettivo comune sono sinonimo di unicità e di alta qualità, ma non è sempre tutto oro quello le luccica. Negli ultimi venti anni si è assistito alla corsa all’isola felice della viticoltura siciliana, da una ventina di produttori presenti, oggi se ne contano quasi duecento.

Negli Etna Rosso Doc, insieme ai bianchi grande potenzialità del vulcano

Analizzando tutti i numerosi assaggi del 2022, alla crescita esponenziale di etichette e vini, pur riscontrandone tantissimi di livello, fanno da contraltare tanti altri con una certa facile omologazione stilistica. Campioni di straordinaria austerità aromatica e tannica, mineralità e persistenza gusto-olfattiva si trovano a convivere con vini basati su eccessive morbidezze, quasi addomesticati nel carattere, nei quali la loro origine vulcanica è quasi impossibile da riconoscere.

Nel prossimo futuro sarà, dunque, necessario porsi l’obbiettivo di produrre vini dell’Etna sempre più etnei, proteggere la vera espressione dei vini nel bicchiere data dal fantastico mix tra lava e uva.
I vini da carriccante, catarratto, nerello mascalese, nerello cappuccio ed altri vitigni etnei che nascono in questo “terroir unico, se vorranno davvero essere nel tempo un paradigma di assoluta qualità, dovranno essere frutto, non solo della particolare composizione del terreno, ma anche delle fasce climatiche mediterranea e montana che si intersecano sul vulcano, riuscendo a donare, senza filtri, le loro peculiari caratteristiche, su tutte, grande acidità, tannicità, eleganza e potenzialità di invecchiamento.

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