L’Italia si è confermata ancora una volta protagonista dello scenario mondiale nella produzione di spumanti, sbancando al campionato mondiale ideato da Tom Stevenson. Champagne & Sparkilng Wine World Championships (CSWWC) è noto per essere l’unico concorso internazionale di spumanti giudicato da specialisti di settore, al quale partecipano annualmente le più grandi e note maison mondiali, che non hanno timore, anzi, di confrontarsi e mettersi in gara.

Champagne & Sparkling Wine World Championships è ormai giunto alla sua decima edizione, conservando autorevolezza e prestigio in campo internazionale. Un lavoro complesso quello della giuria che ha valutato oltre 1.000 spumanti provenienti da ben 40 territori di 19 Paesi di tutto il mondo.

L’edizione 2023 del Concorso londinese porta per l’Italia una ventata di successo, sbaragliando ancora una volta i cugini francesi, con 74 ori sui 170 complessivi. A guidare il medagliere, addirittura mondiale, è stata la maison Ferrari, la cantina italiana più nota nel settore che, svariate volte, ha vinto il titolo come miglior produttore del concorso, aggiudicandosi in questa edizione il maggior numero di medaglie d’oro. A seguire le 7 medaglie d’oro e le 13 d’argento conquistate dall’Azienda Agricola G.Milazzo di Campobello di Licata (Agrigento), che aveva già ottenuto questa posizione l’anno scorso, confermando anche in questa edizione la crescita della Sicilia e dei suoi vitigni autoctoni. Addirittura per medaglie complessive ottenute G.Milazzo risulta in assoluto la cantina più medagliata di tutto il concorso, con grande orgoglio e soddisfazione dei titolari Giuseppina Milazzo e Saverio Lo Leggio.

Il dato che salta al’occhio è l’emergere della denominazione Trentodoc che ha raggiunto le complessive 26 medaglie d’oro: 9 Ferrari; 4 Rotari; 2 ciascuno per le cantine Aldeno, Endrizzi, Letrari e Càvit; 1 per la Cantina Madonna delle Vittorie di Arco e la Cantina di Isera; 1 alle due new entry della Cantina di Michele Sartori di Tenna e Man Spumanti di Mattia Clementi a Verla di Giovo in Val di Cembra, confermando così la vocazione spumantistica di questo territorio di montagna. Arriva quindi adesso l’ennesima attestazione dell’eccellenza raggiunta dalle bollicine di montagna del Trentino in campo nazionale e internazionale. Grande in tal senso è la soddisfazione del presidente dell’Istituto Trentodoc Enrico Zanoni.

Tante le medaglie conquistate anche dai cugini d’oltralpe che hanno partecipato alla competizione con tante nuove cantine e molte delle grandi e arcinote case di champagne: Barons de Rothschild, Castelnau, Charles Heidsieck, Mumm, Moët&Chandon, Ruinart, Piper-Heidsieck, Joseph Perrier, Taittinger, Veuve Clicquot, Perrier-Jouët

Ottimi i risultati ottenuti anche dai Metodo Classico italiano di altri territori della penisola che hanno conquistato il gradino più alto del podio con 74 medaglie d’oro, surclassando la Francia che di ori ne ha ottenuti “appena” 43. Una situazione che soddisfa e al contempo stupisce piacevolmente ripensando a non molti anni fa, quando l’Italia di Giulio Ferrari Riserva del Fondatore poteva ambire al massimo ad un pareggio con il Dom Pérignon.

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Al secondo posto, dopo il Trentino, territorio d’eccellenza vocato alla spumantistica, troviamo un’altra denominazione italiana di assoluto prestigio: la Franciacorta, con 21 medaglie d’oro. Più che apprezzabile anche la performance della Cantina altoatesina Kettmeir di Caldaro del Gruppo vitivinicolo Santa Margherita della famiglia Marzotto, premiata con 4 medaglie d’oro, mentre il Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene prosegue la sua marcia trionfale con 5 ori. A seguire troviamo l’Alta Langa, l’Asti e il Lambrusco.

Nel medagliere, dopo l’Italia e la Francia, segue l’Inghilterra che ha conquistato il terzo posto nella classifica generale con 11 medaglie d’oro e 15 d’argento. Subito dopo Australia e Spagna, che hanno ottenuto 11 medaglie d’oro e 11 d’argento a testa.

Dopo un successo di tale rilievo non potevano che arrivare le congratulazioni di Tom Stevenson, fondatore del concorso, che ha definito “stellare” la performance del Trentodoc: «In dieci anni questo concorso ha stabilito senza ombra di dubbio chi sono i migliori produttori di spumanti del mondo – ha sottolineato – Ogni anno porta al successo nuove Regioni e nuovi produttori in territori ormai consolidati».

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Articolo scritto in collaborazione con Sara Abello

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