HyperTaste

Dopo la fase di sperimentazione del Personal GPT Sommelier, sommelier personale AI, e il naso elettronico arriva da Zurigo un nuovo prodotto dell’intelligenza artificiale: HyperTaste. Scopriamo di cosa si tratta.

I ricercatori dell’Ibm Research di Zurigo (la divisione di ricerca e sviluppo Ibm), annunciano la creazione di HyperTaste, un “palato artificiale” in grado di assaggiare e valutare diversi tipi di bevande, a partire dal vino. Si tratta di un dispositivo all’apparenza semplice – un piccolo device a forma di stick, da immergere a contatto con la sostanza da analizzare – ma dal funzionamento estremamente complesso, che, grazie all’AI, ovvero l’Intelligenza Artificiale, è in grado di analizzare e definire la composizione di liquidi attraverso una “impronta digitale chimica”. 

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Dunque, con HyperTaste, bastano pochi minuti per capire, per esempio, la provenienza geografica di un vino, la tipologia dei vitigni con cui è prodotto, ma anche la sua analisi sensoriale: se ha difetti evidenti, se è troppo o poco acido, se i tannini sono duri o morbidi. Ma i ricercatori ci tengono a tranquillizzare: per quanto addestrato, il palato artificiale non potrà mai sostituire l’esperienza umana. Il suo utilizzo è pensato per essere di supporto in alcune specifiche circostanze, per esempio in ambito industriale, o come strumento utile per la lotta alle contraffazioni.

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