Dato, questo, in linea con quanto previsto a fine novembre dall’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv).

La vendemmia 2023 è stata la più leggera dal Dopoguerra. Lo hanno certificato i dati ufficiali inviati dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste alla DG Agri che vedono la produzione vitivinicola italiana dello scorso anno ferma a 38,3 milioni di ettolitri, con un calo del 23,2% sui volumi 2022.

LEGGI ANCHE: Chianti Classico Collection 2024: i migliori assaggi Annata 2022, Riserva 2021 e Gran Selezione 2020

La contrazione, senza precedenti dal 1947, è stata determinata in particolare dagli attacchi della peronospora, malattia fungina provocata dalle frequenti piogge che ha colpito molti vigneti soprattutto del Centro-Sud. L’estate settembrina, se da una parte ha ulteriormente alleggerito il prodotto, dall’altra ha influito positivamente sulla qualità delle uve.

Nel panorama produttivo made in Italy – osserva l’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Uiv –, i vini dop pesano per il quasi il 52%, mentre gli Igp rappresentano il 25% del prodotto.

© Riproduzione riservata