Tenuta Mazzolino, eccellenza enoica dell’Oltrepò Pavese, bissa l’agenda dello scorso anno e inaugura un 2024 globetrotter, in giro per eventi dedicati al mondo del vino. Al via un calendario ricco di appuntamenti, per tenere aperto il dialogo con i mercati di riferimento e soprattutto con i produttori Usa. 

“Per permetterci un confronto diretto con un pubblico attento alla qualità e innamorato del made in Italy come appunto quello americano – rivela Francesca Seralvo, terza generazione ora alla guida della cantina – Negli Stati Uniti riscontriamo un mercato di riferimento in continua crescita e sempre più sviluppato. Questo tour ci permette di interfacciarci direttamente con quel segmento di clientela e di consumatori che corrisponde al nostro target ideale: coloro che apprezzano le piccole aziende biologiche a filiera corta. Durante queste manifestazioni, ci troviamo a dialogare con colleghi simili a noi per comunicare con un pubblico autenticamente interessato”.

Il Mazzolino on Tour è partito il 21 febbraio, con la tappa di Chicago del Gambero Rosso World Tour. A seguire, il 22 e 23 febbraio è toccato a Milwaukee, nel cuore dello Stato del Wisconsin, patria delle Harley-Davidson e una delle città americane più popolose. A seguire l’appuntamentonewyorkese del Gambero Rosso World Tour, un viaggio di promozione e conoscenza della filiera e della produzione vitivinicola made in Italy, promosso dall’omonima casa editrice italiana specializzata in enogastronomia. Sarà l’occasione per appassionati e addetti ai lavori di conoscere alcuni dei vini premiati con i Tre Bicchieri – tra cui spicca il Terrazze Alte di Tenuta Mazzolino, insignito per la prima volta del massimo riconoscimento – in una location d’eccezione come il The Metropolitan Pavillion, struttura espositiva inaugurata nel 1992 nel quartiere Chelsea a Manhattan.

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Il viaggio on the road dell’eccellenza enoica pavese prosegue con un passaggio – il 26 e il 27 febbraio – nella Motor City americana, Detroit. E si chiude con due tappe texane: il 28 febbraio a Houston e il 29 e 30 a Dallas. Nel mezzo una parentesi tutta italiana con una toccata e fuga alla Slow Wine Fair, in programma Bologna dal 25 al 27 febbraio, in un contesto che ben rispecchia la filosofia della cantina, piccola realtà vitivinicola virtuosa.

“Abbiamo da sempre una chiara visione su come operare in vigna e in cantina”, spiega Francesca. “Adottiamo un approccio biologico e sostenibile che pone grande attenzione alla terra e alle sue peculiarità.”. La cantina dell’Oltrepò Pavese è proprio grazie alla sua sostenibilità ambientale e alla qualità delle materie prime che ha conquistato il pubblico a stelle e strisce. “Inoltre – aggiunge Francesca – ci facciamo portavoce sui mercati internazionali di un territorio, l’Oltrepò Pavese, sempre più vocato al Pinot Noir. Inoltre, sta crescendo anche l’interesse del pubblico estero verso la bollicina dell’Oltrepò, il nostro metodo classico, quando prima sui mercati esteri si conoscevano solo lo Champagne e il Prosecco“.

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