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La Sicilia del vino al 56esimo Vinitaly si è presenta nel grande padiglione 2 con tremila metri quadrati e 140 cantine, ma anche al Bio, Fivi ed in altri saloni.

L’edizione 2024 di Vinitaly lascia una certezza, il vino siciliano cresce in qualità ed interesse, con i vini bianchi che hanno come traino il Grillo e sono l’attuale carta vincente.
I dati globali sui consumi sono chiari, ad esempio la Generazione Z chiede vini immediati e belli da bere, bianchi per il 30%, spumanti 20%, rosè 4%, e i rossi 46% più freschi e varietali. Sempre più importante è la fetta di mercato rappresentata dai vini biologici e la Sicilia è leader in Italia proprio per questa tipologia di produzione

Il Fenomeno Grillo
La crescita del Grillo, sia in termini di volumi con 23 milioni di bottiglie, che di valore, ribadisce il ruolo di ambasciatore del territorio e dei vini Sicilia DOC nel mondo. Tra le oltre 70 varietà autoctone siciliane, il Grillo emerge come simbolo della piacevolezza e della qualità enologica siciliana.
Cresce nel 2023 di un + 20% a volume, + 19% a valore e un + 15% di confezionato rispetto all’anno precedente.
Il successo del Grillo nel mercato interno e internazionali non è frutto del caso, ma il risultato di una serie di strategie mirate del Consorzio Vini DOC Sicilia nel corso di questi anni. L’alta qualità, l’identità e strategie di marketing mirate sono elementi in grado di trasmettere la tradizione ma al contempo la grande modernità insita nel vino siciliano.

Un momento di una delle 4 masterclass dedicata ai territori ed ai vitigni DOC Sicilia

Il giudizio sull’andamento qualitativo globale degli assaggi siciliani
Nei quattro giorni intensi di assaggi, sia nelle masterclass che ho condotto, sia nei vari stand, il risultato nel bicchiere e sempre più soddisfacente, in tanti casi le uve di origine mostrano le loro adeguate peculiari caratteristiche nel bicchiere, la freschezza è sempre più calibrata con il frutto.
In continua importante ascesa la produzione di spumanti da Metodo Charmat e Metodo Classico, alcuni davvero ben fatti, altri da rivedere.
I frizzanti strizzano l’occhio al consumatore, questa tipologia è sempre più presente in tutte le aziende, ma il residuo zuccherino in alcuni campioni andrebbe decisamente ridotto.
I bianchi autoctoni ed internazionali o in blend in generale sono d’ottimo profilo, solo in alcuni casi la voglia di mettere in mostra vini verticali e non troppo alcolici sposta un po’ troppo la bilancia verso le parti dure facendo perdere equilibrio e godibilità
Si conferma l’aumento della presenza dei vini rosati prodotti in ogni zona dell’isola dai vitigni di riferimento, che risultano profumati e intriganti.
I rossi, cercando di andare incontro al mercato, si mostrano di annata recente sempre più varietali e meno omologati con il frutto in primo piano, quelli che fanno passaggio in legno hanno profonde differenze qualitative in base alla denominazione ed al vitigno di composizione, in generale, la fusione del legno con gli aromi secondari è decisamente migliorata.

Gli assaggi elencati in ordine di tipologia e aziende
La sintesi dello stato dell’arte dell’interessante proposta qualitativa nelle diverse tipologie dei vini siciliani in 25 campioni che ho scelto tra nuove etichette e nuove annate, di grandi e piccole aziende, da vini immediati a quelli di grande evoluzione.

SPUMANTI

Saverio Lo Leggio con Federico II

Milazzo Federico II Metodo Classico Brut 2003, semplicemente strepitoso questo chardonnay dalla lunghissima evoluzione sui lieviti prodotto in sole 150 bottiglie, dal perlage sottile, ricco ed articolato al naso ed in bocca, aromi di ananas, cedro e pesche gialle , pasta frolla, tostatura di nocciole. La beva è avvolgente di fresca rotondità, chiude lunghissimo.

Annamaria Sala con Tonino Guzzo

Tenuta Gorghi Tondi Millesimato Rosè Brut Nature 2020 Pinot Nero, in prima assoluta, è un metodo classico con 36 mesi sui lieviti, dal naso intrigante con belle sensazioni floreali di rosa, piccoli frutti rossi, ciliegie, ritorni agrumati e percezioni minerali, dal sorso cremoso e fresco.

I cugini Alessandro con il Metodo Classico Sboccatura Tardiva

Alessandro di Camporeale Metodo Classico Extra Brut 2016 Sboccatura Tardiva, debutta al Vinitaly, ottenuto da catarratto è stato sboccato a febbraio ’23, piace il naso di fragranti note floreali, fruttate di pesca e agrumi, belle percezioni vegetali. In bocca è di struttura, cremoso, con viva acidità e dal lungo il finale di frutto e ritorni sapidi.

BIANCHI

Roberto Caruso e il suo Jalilà

Assuli Jalilà Bianco Frizzante, semplice ed efficace, con un bella percezione petillant che esalta l’aromaticità e la freschezza agrumata e vegetale donata dalle uve Grillo, Zibibbo, Catarratto e Insolia.

Carmelo Bonetta con Adenzia Bianco 2023

Baglio del Cristo di Campobello Adenzia Bianco 2023, bellissima annata per questo blend di grillo e insolia, dall’olfatto intenso e fresco di tiglio e ginestra, mela e pesca bianca, note di salvia e ritorni di cedro e arancia, all’assaggio grande pienezza e lunghezza.

Salvatore Messina e il Fileno

CVA Fileno Grillo 2023, naso fresco e varietale, floreale di ginestra, tiglio, pesca bianca, agrumi e salvia, sorso perfetto per corrispondenza gusto-olfattiva e di grande persistenza fruttata e vegetale.

Antonio Rallo con Opera Unica

Donnafugata Opera Unica Chardonnay 2018, nasce dalla comparsa della forma nobile della Botrytis cinerea sui grappoli di chardonnay, è affinato 9 mesi in vasca e per oltre 4 anni in bottiglia, prodotto in 6574 bottiglie. Naso poliedrico di frutta esotica, banana, cedro, agrumi canditi, miele di castagno, bocca ampia, ricca ed intensa. 

Marco Parisi con Alaziza

Feudi del Pisciotto Alaziza 2022, da 85% Viognier e 15% Zibibbo, ha naso disposto su intense e dolci note di albicocca, pesca bianca, fiori di arancio e salvia. Entra in punta di piedi e poi riempie la bocca tra morbidezza e salinità con l’aromaticità dello zibibbo nel bel finale.

Francesco Intorcia e il Grillo Vigne Mie

Intorcia Heritage Vigne Mie Grillo 2022, nel bicchiere un grillo di territorio, fiori di ginestra e gelsomino, pera matura, note tropicali, erbe aromatiche. Bocca di struttura, perfetto mix tra freschezza e alcolicità, e lunga chiusura.

Costante Planeta con La Segreta

Planeta La Segreta Bianco 2023, particolarmente riuscito ed accattivante, nasce principalmente da Grecanico, Grillo e Chardonnay, dai sentori floreali di glicine, fruttati di pompelmo, pesca bianca, mela limoncella, oliva verde e salvia. Al palato alterna sapidità e freschezza agrumata con trama gustativa equilibrata.

Andrea Vesco con La Maggiore

Rallo La Maggiore Petillant 2022, bianco non filtrato leggermente mosso, bello da bere spiccano le note floreali di margherite, pera, pompelmo, agrumi, salvia e alloro, assaggio fresco di lunghezza briosa.

Alberto Tasca con il Grillo Mozia

Tasca d’Almerita Mozia Grillo 2023, ventata fresca e sapida di biancospino, pesca bianca, note agrumate, salvia e pepe verde. Sorso che si espande dinamico ed avvolgente coniugando acidità e lunghi ritorni olfattivi nel finale.

Jacopo Maniaci con l’Etna Bianco dedicato a Silvia Maestrelli

Tenuta di Fessina A’Puddara Riserva Speciale SM 2021 – Vigne Alte, sole 744 bottiglie dedicate a Silvia Maestrelli, naso su toni di ginestra e zagara, fruttato di pera e melone bianco maturo, spezie, nuance vegetali. Bocca unica caratterizzata dal terroir vulcanico con sapidità spiccata e calibrate percezioni fumè che accompagnano il lungo finale fruttato.

Gianfranco Lombardo con il Grillo d’Altura

Tenute Lombardo Grillo d’Altura 2023, naso ricco di frutto e freschezza, pesca bianca, agrumi, ortica, felce e pepe verde. Carattere fresco e sapido in bocca, chiude con lungo finale di piacevoli ritorni olfattivi.

I ROSSI

Giuseppe Lo Iacono con il Via Francia

Baglio di Pianetto Via Francia 2021, rinnovato nelle veste grafica e nella sostanza, composto principalmente da nero d’Avola e syrah, ha matrice olfattiva intensa di mora e amarena, ribes, chiodi di garofano, intriganti note balsamiche, dal sorso avvolgente con tannini fini e lunga chiusura

Ciro Biondi con Etna Cisterna Fuori

Ciro Biondi Cisterna Fuori Etna Rosso 2020, territoriale e sfaccettato, al naso rosa rossa macerata, mirtillo, ribes, humus, sottobosco, note terrose e spezie scure. Sorso dinamico, dal giusto tannino ed una fresca matrice sapida.

Team Duca con il nuovo Triskelè

Duca di Salaparuta Triskelè Nero d’Avola 2021, dal naso accattivante di frutto e spezie dolci e piccanti, mostra grande piacevolezza olfattiva e gustativa, espressione varietale e fresca che rivaluta il nero d’avola da godere.

Mario Di Lorenzo con il Perricone Granmassenti

Feudo Disisa Granmasenti Perricone 2020, dal naso floreale di rosa rossa, fruttato di marasca ed amarena, pepe nero, humus e sottobosco. Bocca sottile ed elegante, giustamente tannica, di buon equilibrio e lunga progressione gustativa.

Melissa Muller e Fabio Sireci con la Vrucara

Feudo Montoni Vrucara Nero d’Avola 2019, un vino inconfondibile, naso di rosa, amarena, prugna, grafite, cannella, bacche di ginepro, tabacco e calibrata vaniglia, dal sorso dinamico di rara eleganza e lunghezza.

Pietro Pulizzi e Sergio Fina con il Vitrarolo 2022

Fina Vitrarolo 2022, novità di Vinitaly, il Vitrarolo vitigno reliquia a bacca rossa sul quale hanno scommesso due famiglie del vino, Fina e Pulizzi, nel segno della valorizzazione delle varietà autoctone, la stessa massa in due bottiglie. Nel bicchiere un vino delizioso tutto frutto e spezie espressione fresca, dalla beva intrigante tra tannini ben espressi e modulata acidità.

Angelo Rubino enologo di Fondo Antico con Per Te

Fondo Antico Per Te Perricone 2022, naso e bocca di gran freschezza con il frutto in primo piano, ricco di lamponi, mirtilli, ciliegie rosse, note agrumate, erbe aromatiche, sorso perfettamente godibile.

Giacomo Funaro con il nero d’Avola Omnis

Funaro Omnis Nero d’Avola 2020, assaggio convincente, naso intenso di viola, ciliegia, prugna, agrumi, cacao ed erbe aromatiche, sorso che sposa volume, freschezza e bella chiusura.

Giulia Monteleone con Qubba

Monteleone Qubba Etna Rosso 2020, l’impianto olfattivo gioca su sentori di viola, ribes, e frutti di bosco sotto spirito, note di idrocarburi e balsamiche. Assaggio vibrante per freschezza, nobile tannicità e gran persistenza.

Maria Carella e Graziano Nicosia

Nicosia Contrada Monte Gorna Etna Rosso Vecchie Viti 2017, grande espressione, naso di rosa canina, ribes, mora, erbe aromatiche fresche, spezie, ottima fusione con il legno. Ingresso al palato sottile ed elegante, il tessuto tannico occupa la bocca mirabilmente, la scia frutto-sapida accompagna il lungo finale balsamico.

Sebastiano Renda con CapoArso

Pellegrino CapoArso Perricone 2022, dal naso floreale di rosa rossa, fruttato di mora ed amarena, note di pepe nero, salvia e sottobosco. Piena e di buon equilibrio la scia della progressione gustativa.

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