Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg

Arriva dal Consorzio Docg di Conegliano-Valdobbiadene il primo “rapporto di sostenibilità” sulle produzioni vitivinicole delle colline trevigiane.

Un documento sul quale poggia un accordo sottoscritto con tutte le amministrazioni locali del territorio interessato dallo studio. Lo ha presentato a Valdobbiadene (Treviso) la presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg, Elvira Bortolomiol. Erano presenti, tra gli altri,  il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il senatore Luca De Carlo.

L’illustrazione del documento, curato dal Centro interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia (Cirve), coordinato dal docente dell’università di Padova Eugenio Pomarici, è stata seguita da una tavola rotonda dal titolo “Rigenerare il presente, ripensare il futuro” alla quale hanno dato il proprio contributo Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, don Andrea Forest, delegato vescovile per la pastorale sociale e la cura del creato, Fabio Piccoli, direttore responsabile della casa editrice Wine Meridian, e Stefano Soldan, presidente dell’Intesa programmatica d’area (Ipa) Terre Alte Marca Trevigiana.

” È un primo dialogo che abbiamo messo in campo attraverso il Consorzio di tutela della Docg e con l’associazione per il patrimonio Unesco delle colline Conegliano Valdobbiadene – ha evidenziato la presidente del Consorzio, Elvira Bortolomiol -. Rappresenta un cambio  di mentalità, un nuovo modo di organizzare il territorio e di poterlo far camminare verso il futuro con nuovi valori. Il patto si muove su alcuni macro-temi importanti di sostenibilità ambientale, con progetti messi in campo dalla nostra Green Academy riguardanti l’acqua, le emissioni carboniche, la riorganizzazione del territorio con regole di polizia locale che vadano ad aiutare la salubrità a vantaggio dei cittadini e rispetto ai quali sono previsti tre  momenti importanti nel 2024″.

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Pomarici, da parte sua ha posto in risalto il fatto che “una parte importante del rapporto documenta gli impegni nei confronti delle persone che significano programmi di formazione e inclusione sociale dei lavoratori, animazione della comunità e anche azioni di solidarietà sociale. C’è poi una finestra sul futuro – ha aggiunto – in cui sono precisate le attività da calendarizzare in seguito e che puntano a risultati ancora più ambiziosi”. Per Realacci quella di oggi è stata “un’occasione  particolarmente interessante per dare forza al mondo del vino perché un prodotto sostenibile è percepito dai cittadini innanzitutto come un prodotto che merita di più. Questa è infatti l’area più estesa in Italia, ma credo anche in Europa, senza glifosate – ha concluso – e c’è una sperimentazione sulla chimica verde, sul risparmio di acqua e sulle fonti rinnovabili”. 

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