Malcolm Waugh CEO di Frugalpac e la regina Camilla

Ha creato molto scalpore la bottiglia che è stata offerta alla regina Camilla durante la visita a Bordeaux. La particolarità riguarda il materiale con cui è stata realizzata, non ancora in uso nell’industria vinicola, e con l’immagine della Union Jack.

Nei giorni scorsi re Carlo III e la regina Camilla si sono recati in Francia e precisamente nella città di Bordeaux. Un viaggio istituzionale che ha avuto come tema la questione ambientale, da qui si spiega la loro vista ai vigneti e cantine dello Château Smith-Haut Laffite, tenuta convertita alla biodinamica dal 2019.

Un’azienda che opera in modo sostenibile in realtà già da molti anni infatti, qui vengono coltivate preziose erbe tra cui achillea, equiseto e tanaceto, per preparare decotti che spesso vengono spruzzati sulle viti utilizzando come mezzo i cavali. I vigneti si estendono in una posizione privilegiata, circondati da boschi, frutteti e alveari, che a loro volta valorizzano la biodiversità. Beneficiano anche di un vivaio naturale protetto sull’Ile de Lalande, dove si coltivano i portainnesti preservando così l’identità unica dei loro vitigni.

Château Smith-Haut Laffite

Ma la vera protagonista di questo incontro sono state le bottiglie offerte dal direttore di Frugalpac, un’azienda di packaging sostenibile con la missione globale di decarbonizzare l’industria alimentare e delle bevande, ai dure reali. Un gesto molto apprezzato dalla regina visto il materiale con cui è stato realizzato: con quasi esclusivamente cartone riciclato (94%) così da renderle cinque volte più leggere di quelle in vetro.

Un’analisi di Intertek ha rilevato infatti che la Frugal Bottle, realizzata in cartone riciclato senza prodotti chimici, ha un’impronta di carbonio fino a sei volte (84%) inferiore a una bottiglia di vetro e oltre un terzo in meno di una bottiglia prodotta al100% con plastica riciclata. L’impronta idrica è almeno quattro volte inferiore rispetto al vetro.

Un’importante svolta in un momento in cui Bordeaux, in preda a una crisi di sovrapproduzione e di fronte all’adattamento al riscaldamento globale, è chiamata a reinventarsi per difendere la propria identità.

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