Cambia il volto del consumatore di grappa che diventa, grazie all’intraprendenza di alcuni produttori, da distillato della tradizione ad alcolico dal profilo moderno ed internazionale al pari di whisky, cognac ed armagnac.

Le ultime ricerche come quella condotta da Nomisma per AssoDistil confermano la grande evoluzione che sta vivendo un prodotto italiano d’eccellenza, la grappa. A tal proposito, è stato tracciato l’identikit del tipico consumatore: maschio, over 40, con capacità di spesa medio-alta, amante della condivisione in compagnia e attento alla qualità. 

Testimone e protagonista di questo cambiamento un fuoriclasse della distillazione come Roberto Castagner che commenta i dati riportando la sua esperienza. La Distilleria Castagner di Visnà di Vazzola (Treviso), fin dagli esordi, ha saputo anticipare i nuovi trend con decisioni strategiche coerenti con l’evoluzione del mercato focalizzando la propria attenzione sui consumatori della cosiddetta “fascia alta”. 

«E’ cambiato il modo di bere la grappaconferma il fondatore e CEO della società, Roberto Castagneril consumatore oggi è più evoluto, più attento alle novità, è una persona che ha cultura del vino e dei distillati, è anche donna e spesso abita al sud. Se fino a 15 anni fa la grappa bianca rappresentava il 70% delle vendite, oggi stiamo progressivamente andando verso un 50% per le barricate e un 50% per le bianche con un’attenzione maggiore, dunque, per il prodotto invecchiato di qualità». 

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Se da un lato i consumatori di grappa sono ancora prevalentemente uomini, dai dati emerge che 1/3 degli estimatori è formato da donne. Il consumatore è maturo, ma 1/3 rientra nella fascia 18-40 anni. Il nord vale come il centro-sud insieme, ma i dati delle vendite (IRI 2022) ci dicono che il sud e il centro stanno performando proporzionalmente meglio del nord. Al centro-sud i consumatori sono più attenti alle novità perché più curiosi e meno legati ad un consumo storico e tradizionale. Il consumatore tipo ha un reddito medio-alto, il 60% guadagna oltre 1500 euro, il 30% oltre i 2500 con una buona capacità di spesa per i prodotti premium.

Dalle ricerche emerge anche che il 35% degli intervistati desidererebbe provare la grappa in cocktail e negli ultimi anni la nuova generazione di distillatori e di barman ha puntato molto sulla grappa inserendola tra i prodotti del bere miscelato. 

Le scelte intraprese in questi anni da Roberto Castagner dimostrano che la strada è quella giusta: la barricaia su cui il mastro distillatore ha investito sin dalla nascita della sua azienda, orientando la produzione verso il mercato delle grappe dai lunghi invecchiamenti che si allineano ai più prestigiosi distillati internazionali; l’investimento in tecnologia per proporre grappe più morbide e dal profilo innovativo, in grado di soddisfare le esigenze di nuove nicchie di consumatori, quali donne e pubblico più giovane.

Sguardo sempre rivolto al futuro grazie al quale è nata una grappa appositamente concepita per la miscelazione, in grado di essere valorizzata al meglio all’interno di un cocktail perché resa facilmente miscelabile e assolutamente versatile a base di Casta.

Cocktail Suor Clementina a base di Casta

A tal proposito è stato realizzato un cocktail, chiamato Suor Clementina, da Samuele Ambrosi del Cloakroom Cocktail Lab di Treviso che valorizza la Grappa Casta come distillato protagonista e specialmente votata alla mixology, abbinandone ben 4 cl alle note agrumate del mandarino in un drink sorprendente.

La grappa in miscelazione normalmente è utilizzata in piccole quantità per non sovrastare il sapore degli altri ingredienti. La caratteristica di Casta, invece, è che la Distilleria Castagner ha selezionato solo gli aromi più puri e delicati dell’uva in una grappa pulita, estremamente morbida e versatile, che non va centellinata, ma che può essere utilizzata come distillato protagonista di cocktail straordinari.

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